Artefatta, eppure fascinosa macchina del tempo

Rivivere le atmosfere del passato nel presente e conoscere le tradizioni più antiche è possibile in Trentino con le rievocazioni storiche. Un’occasione per conoscere la storia e ammirare i figuranti che indossano abiti d’epoca ricreati con attenzione e rigore stilistico dell’epoca.

Tanti appassionati di storia sognano di poter rivivere eventi epocali del passato. Se ci fossi stato è il pensiero recondito che ci vorrebbe come spettatori, viaggiatori a ritroso nel tempo. A ognuno il suo periodo storico preferito, a chi non piacerebbe un marchingegno come quello del romanzo dello scrittore inglese Herbert George Wells “La macchina del tempo” per scegliere il momento storico più intrigante o l’epoca in cui ci sarebbe piaciuto vivere? In questa narrazione romanzata che è diventata un’icona letteraria dall’Ottocento, per dovere di cronaca va detto che si viaggiava soprattutto nel futuro, ma ha avuto il merito di inaugurare un ricco filone cinematografico che in realtà si è per lo più rivolto con grande successo ad epoche del passato.

Meno fantascienza ma più facilmente godibili sono le rievocazioni storiche di cui il Trentino può vantare numerose associazioni. Queste annoverano figuranti di tutte le età, riunite nel Co.Ri.S.T. cioè il Coordinamento Rievocatori Storici Trentini, un’associazione di gruppi appassionati, attivi non solo nel territorio ma in tutta Italia ed all’estero.

Quest’anno le manifestazioni riprenderanno ad offrire lo spettacolo della storia che rivive, animando castelli e feste cittadine, pur con un calendario ridotto.

Spiega la presidente Co.Ri.S.T. Francesca Vespa “Il nostro obbiettivo è quello di far rivivere la storia di palazzi, castelli e corti di questo nostro meraviglioso territorio meta da sempre di turisti italiani e stranieri. Più di mille figuranti in costume associati in 18 gruppi storici di diversa epoca si impegnano da anni in studi, ricerche e prove per proporre agli ospiti spettacoli, cortei storici, battaglie e scene di vita comune sempre più avvincenti e fedeli a fatti o personaggi che hanno creato la storia del Trentino dal 1200 al 1800”.

Per evitare errori ed orrori come nei film storici (Ridley Scott e Mel Gibson sono i registi a cui meno importa l’accuratezza storica) fondamentali sono i consulenti. Quanto alle dimenticanze, sviste ed altri anacronismi (memorabile la pellicola Scipione l’Africano del 1937 dove un centurione romano recita con l’orologio da polso), gli occhiali sono tollerati, ma rigorosamente non nel Medioevo.

La fedeltà storica infatti è fondamentale per fare la differenza tra semplici sfilate in costume e la realtà storica che viene proposta dai figuranti. I vestiti indossati ad esempio. Non semplici abiti ma creazioni spesso uniche e preziose, frutto di ricerche attente che si avvalgono della consulenza scientifica di esperti ed accademici. Colore, foggia, spessore, tutto viene attentamente verificato perché corrisponda all’epoca nel modo più autentico possibile.

La cultura dell’abito storico attraverso la “didattica dell’abito” cioè lo studio delle fogge, dei colori e dei simboli medievali è, ad esempio, una delle peculiarità dell’Associazione Antico Rango con sede a Madice Bleggio Superiore. Il gruppo rievoca eventi legati al 1450 con banchetti medievali, palio e cortei storici, dove il costume storico si inserisce in una cornice storico-culturale adatta.

Il fascino della rievocazione storica si coglie anche negli oggetti di uso quotidiano che vengono “letti” nelle antiche raffigurazioni e ricreati ad hoc. Così pure nelle armi, nei gioielli, negli emblemi. Nessun dettaglio è lasciato al caso.

Chi sono i figuranti? Sono appassionati di storia che condividono l’interesse per un determinato periodo. Sono amici con una passione comune, sono provetti attori con una spiccata propensione a mettersi in gioco. Volontari che dedicano il proprio tempo a far rivivere avvenimenti, usi e costumi, per evitare che cadano nell’oblio. In questa sorta di virtuale orologio che va indietro nel tempo, un elemento fondamentale è il forte legame con il territorio.

Vi sarà già capitato di vederli durante le manifestazioni delle Feste Vigliane. Oppure nella ricostruzione di tornei a Castel Beseno e delle danze nei Palazzi Barocchi di Ala.

Associazioni dai nomi intriganti, dal forte potere evocativo e con contenuti culturali legati al territorio, che vale la pena di conoscere un po’ più da vicino.

I combattimenti con spade, bastoni, asce, al fine di ricostruire il modo di combattere medievale è l’attitudine dell’associazione Luporum Filii di Levico Terme che si occupa di organizzare la gara arceristica a Castel Beseno. Il gruppo di rievocazione storica, infatti, si propone di rievocare il XIII secolo mostrandone i vari aspetti, quali la vita da campo e le tecniche belliche. 

Più centrato sulla vita di corte ma sempre ambientato nel 1200, ed ecco l’Ordine della Torre con sede ad Aldeno, il cui impegno è focalizzato nella ricostruzione di un gruppo di uomini e donne che vivono alla corte di un nobile Signore del Trentino meridionale.

Ci caliamo nel 1300 con la “Masnada de Castrobarco” e le loro vicissitudini, che si incrociano a quelle di altre famiglie e dei potenti dell’epoca: i principi-vescovi di Trento, Bressanone, i conti di Tirolo e quelli di Appiano. Questa la proposta dei Dragoni del Brintesis di Borgo Valsugana, arcieri e rievocatori che puntano a promuovere e far rivivere abilità e conoscenze tipicamente medievali, avvicinando le persone al mondo delle rievocazioni. 

La passione per le gare storiche arceristiche è il cuore dell’associazione Arcieri Storici de Persen Compagnia dell’aspido sordo, nata dal comune interesse di un gruppo di amici per il tiro con l’arco storico e con lo scopo di creare un gruppo che potesse rappresentare la città di Pergine Valsugana all’interno delle locali feste medievali.

Sempre il Medioevo la fa da padrone con La Gualdana del Malconsiglio di Trento. Affascinante la loro idea di ripercorrere le gesta di una gualdana trecentesca -unità militare presente in Italia, ma di probabile provenienza germanica-, una banda composta da poche decine di uomini e dedita ad azioni di saccheggio e rapina in territorio nemico. Il periodo in cui si muovono è la prima metà del XIV secolo, l’epoca di Guglielmo da Castelbarco. 

Invece la Compagnia Della Stella di Ala, nata principalmente come associazione di spettacolo, anima per lo più eventi presso il Castello di Avio. Qui l’epoca è il periodo storico tra il 1200-1400. Particolare attenzione viene rivolta agli intrattenimenti storico-culturali per bambini. 

Collocazione storica il 1500 con il gruppo Lebrac di Storo che nasce con l’intento di rievocare l’antico passaggio dei lanzichenecchi in valle del Chiese avvenuto nel 1524 e tutta la parte storica di quel periodo. Ovvero, dai Conti Lodron, padroni di queste terre per secoli, al passaggio delle truppe del Frunsberg che da Mindelheim in Germania scesero in Italia per arrivare a Roma in quello che fu il famoso Sacco di Roma.

Risalendo il corso del tempo, non meno appassionante è la motivazione che da trent’anni spinge il Comitato organizzatore della festa della Charta della Regola della villa di Cavareno a mettere in scena l’antico statuto della Comunità che risale al 1578. Il gruppo propone inoltre dimostrazioni di antichi mestieri sia contadini che artigianali, quali la battitura della segale, la lavorazione della lana, la produzione del feltro, il falegname, il cestaio, ecc. Settecento in primo piano con l’Associazione Culturale Vellutai Città di Ala, l’epoca in cui nella città fu tutto un fiorire di cultura e palazzi barocchi grazie alla produzione del velluto di seta. E non c’è dubbio che cortei storici in costume, minuetti e balli d’epoca, duelli di spada tra nobili e recite teatrali di strada siano attrazione di turisti e visitatori che grazie ai Vellutai possono anche fare visite animate al centro storico di Ala e alla splendida chiesa di San Pietro in Bosco.

Noi Nella Storia, associazione di Bedollo, invece fa rivivere il 1150 per il periodo del Basso Medioevo (Soldati e Dame per presidio al Castello) quanto il 1796 per il periodo Napoleonico (Soldati fanteria e artiglieri Austriaci).

Per concludere, ci troviamo nell’Ottocento e la corte degli Asburgo a suon di danza e musica con il Circolo Tridentum a Trento. Specialità le danze ispirate al periodo dei Gran Balli delle corti della Mittel Europa e dell’alta borghesia dell’epoca: valzer, quadriglie, mazurke, polke e contraddanze che diffondono con corsi appositi. Sono loro che a Trento, dal 2012, organizzano Il Gran Ballo Asburgico al Castello del Buon Consiglio, in ricordo della visita dell’Imperatore Franz Joseph, avvenuta nel 1894.

ll Comitato Tradizioni, Usi e Costumi Arcensi ha lo scopo di ricercare e conservare materiale e memorie inerenti le tradizioni ed usi di Arco, con particolare riferimento al periodo storico tardo 800/inizi 900. Il gruppo ARCO ASBURGICA con le sue divise militari di nobili ufficiali (fedeli riproduzioni dell’epoca) ed incantevoli abiti ottocenteschi, rappresenta personaggi storici dell’epoca realmente convenuti in Arco (Arciduca Alberto d’Asburgo Teschen, Francesco II di Borbone Re di Napoli) facendo rivivere al pubblico alcuni istanti dei romantici e gioiosi fasti della Corte asburgica ottocentesca. Protagonisti della Living History, i figuranti con la loro passione ed entusiasmo ci regalano momenti di svago e cultura. Uno spettacolo sempre mutevole che ci fa partecipare attivamente alla storia.

Come ha detto l’attore inglese Jeremy Irons, protagonista di tanti film e che di interpretazioni se ne intende “Abbiamo tutti le nostre macchine del tempo: quelle che ci riportano indietro chiamate ricordi e quelle che ci spingono avanti chiamati sogni.”

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Pubblicato da Camilla Jerta Rampoldi

Giornalista pubblicista e fotografa, laurea in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano. Collaborazioni sia con diverse testate giornalistiche, soprattutto per cronaca e attualità, sia con uffici stampa e società di produzione televisiva. Specializzazione in tematiche ambientali.