Arturo e l’isola dei libri

Siamo all’ombra del Duomo, in una giornata frizzante, ma piacevolmente assolata. Qui si trova il negozio di libri di Arturo. Ma si tratta di un negozio particolare, senza pareti. Siamo passati a trovarlo sulla sua isola, a farci raccontare la sua esperienza lavorativa, che è anche una scelta di vita.

Arturo, da dove nasce questa scelta?

Ho fatto per trent’anni l’agente di commercio. Ho la terza media, ma ho capacità di comunicazione. Ad un certo punto ho deciso di buttarmi nel mondo dei libri, perché mi affascinava l’idea di fare una cosa legata alla cultura. 

Come sei partito? 

Con due tavoli e una bilancia: li vendevo a peso, a 10 euro al chilo. Sul mio primo biglietto da visita c’è anche scritto: ritiro a domicilio. Così ne ho accumulati circa 90 mila. Adesso vendo tre libri a 10 euro, 3 a 20 e così via. La bilancia faceva scena ed era un po’ una provocazione, un modo per far capire il peso della cultura. Poi vendo vinili (di cui mi intendo) e fumetti.

Da dove arrivano questi libri?

Il materiale viene dalle case della città di Trento. Alla gente dà fastidio buttare via libri, sa che da me avranno un’altra destinazione; è come se fosse un orfanotrofio, dove trovano qualcuno che li adotta. 

Il tuo negozio si chiama “L’isola di Arturo”, perché?

C’è un libro di Elsa Morante con questo titolo (che io non conoscevo) e un giorno me lo sono trovato tra le mani; allora ho pensato che era il nome giusto per la mia “azienda”. 

Ma è dura la vita senza pareti intorno? 

L’idea di stare fuori mi dà tantissima emozione, perché chi si ferma da me, 8 su 10 sono persone legate dall’emotività, non dalla necessità. Nella libreria tradizionale entra uno che ha già un’idea sul libro che vuole comprare; qui uno passa, vede i libri, e si fa attrarre. 

I tuoi clienti sono occasionali o affezionati? 

Su 30 vendite in un giorno, 3 sono legate ai clienti storici e 27 sono casuali. La maggior parte sono occasionali, come studenti universitari. 

Ci sono delle regole non scritte… 

Esatto! Marito e moglie, se vengono insieme, non comprano. Pazzesco! Succede 9 volte su 10. 

Si guadagna tanto?

Guadagnare è una parola grossa… io all’inizio ci ho investito tutta la mia liquidazione. Adesso guadagno, ma il 75% va nella voce costi: il capannone dove deposito i libri, la nafta per il furgone, il suolo. 

La famiglia? Cosa dicono della tua attività?

Sono sposato, mia moglie è di Siracusa e fa l’insegnante. Ho due figlie grandi e sono anche nonno di due bimbi. Quando ho detto che avrei mollato il lavoro, mia moglie mi ha guardato un po’ così… ma sa quello che decido, faccio, non è che sono uno che ascolta le persone. Se lei fosse stata contraria, lo avrei fatto lo stesso. 

Per il commerciale non è un periodo facile.

È un lavoro che mi dà grandi soddisfazioni, soprattutto a livello umano; ma economicamente sei molto legato alle condizioni esterne. In questo momento di guerra, sto facendo la metà, come tutti qui. Ma guardati intorno: è una città? Alle quattro del pomeriggio non c’è nessuno in giro! Guarda se vedi una persona che ha più di 70 anni in giro… gli anziani sono spariti da due anni e sono quelli che potenzialmente hanno un po’ di potere d’acquisto. Non vengono più fuori di casa; è una tragedia. Si sono abituati a stare davanti alla tv, a farsi portare da mangiare in casa. La casa è diventata un rifugio. 

Nell’epoca del libro digitale che valore ha il libro tradizionale oggi? 

Quando ho iniziato, sei anni fa, il libro digitale era al massimo; la gente mi diceva: ma cosa ti metti a vendere libri? Ma io ci ho creduto e ho visto che la gente ama ancora comprare i libri. 

Tu riesci a capire se quello che hai di fronte è un trentino.

Certo! Il trentino over 60 tiene le mani in tasca, non tocca perché ha paura di disturbare. E non saluta. Né quando arriva, né quando va via, perché sembra che a salutare, dai confidenza. Oppure se tocchi qualcosa, devi comprare. Io dico spesso: guardi che può usare le mani! Ne approfitti, li tocchi i libri, hanno bisogno di una carezza!

Arturo e Franca Desilvestro

Dove si trova l’isola di Arturo?

Ha tre postazioni diverse: piazza d’Arogno il giovedì e il sabato; martedì piazza Fiera; mercoledì e venerdì in via Verdi (fuori da sociologia). Occasionalmente partecipa a qualche mercato domenicale fuori provincia (Verona, Schio, Vicenza). D’estate si sposta nelle zone turistiche: da metà giugno a metà settembre – a parte il martedì e il sabato in cui è sempre a Trento – si trova ad Andalo, Malè, Molveno, alle terme di Comano e alle terme di Rabbi. 

I due libri

Il primo dei due libri su di lui – “Arturo libraio di strada” dell’autrice Franca Desilvestro – racconta tutta la sua storia; l’altro, “Ascoltami, ti racconto” (della stessa autrice) consiste in una raccolta di racconti legati alla sua esperienza. Le storie quotidiane sono così tante, che ne sono nati due libri. Sulla strada possono nascere incontri veramente incredibili.

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Pubblicato da Tiziana Tomasini

Nata a Trento ma con radici che sanno di Carso e di mare. Una laurea in materie letterarie e la professione di insegnante alla scuola secondaria di primo grado. Oltre ai grandi della letteratura, cerca di trasmettere agli studenti il piacere della lettura. Giornalista pubblicista con la passione della scrittura, adora fare interviste, parlare delle sue esperienze e raccontare tutto quello che c’è intorno. Tre figli più che adolescenti le rendono la vita a volte impossibile, a volte estremamente divertente, senza mezze misure. Dipendente dalla sensazione euforica rilasciata dalle endorfine, ha la mania dello sport, con marcata predilezione per nuoto, corsa e palestra. Vorrebbe fare di più, ma le manca il tempo.