Bias: quando la mente si autoinganna

I bias cognitivi sono un tema non noto a tutti, ma di cui tutti facciamo esperienza. Sono dei meccanismi della mente umana che, soprattutto se ignorati, hanno il potere di condizionare le nostre scelte, facendoci credere di avere potere decisionale e di condurre la nostra vita come preferiamo. Crediamo che le nostre scelte siano ben meditate e di conseguenza obiettive e prese in maniera razionale. In realtà, così non è: le nostre decisioni vengono intaccate da pregiudizi e aspetti della nostra personalità. Perdipiù questi meccanismi cognitivi non solo intaccano le nostre scelte ma sono pure inconsci, per cui l’essere umano non si rende conto di come i propri ragionamenti vengano deviati. 

Dunque parliamo di percezioni distorte della realtà e rappresentano delle modalità con le quali il cervello agisce in determinate situazioni. Quando abbiamo la necessità di agire in fretta non abbiamo il tempo necessario per ricorrere ad un complesso ragionamento logico; per cui il cervello è portato per sua natura a prendere delle scorciatoie poiché sbrigative e non dispendiose. 

Qualsiasi decisione può essere compromessa da un bias. Dalle decisioni più importanti, che possono ad esempio riguardare la propria carriera lavorativa, a quelle più futili, come scegliere cosa indossare o cosa mangiare a colazione. Il numero di bias che ogni giorno possono innescarsi è vastissimo: esistono decine e decine di categorie di bias diversi e, ogni essere umano, per quanto possa ritenersi intelligente, razionale e logico ogni giorno ne subisce le conseguenze.

Vediamone qualche esempio:

Bias del pavone: secondo il quale siamo portati a dare risalto ai nostri successi e a dimenticare i fallimenti o gli aspetti negativi della nostra personalità.

Bias della negatività: per il quale si tende a dare eccessivo peso agli errori sottovalutando gli aspetti positivi. In termini più comuni: il pessimismo.

Bias di proiezione: si è soliti pensare che la maggior parte delle persone la pensi come noi. Si estende dunque la nostra percezione del mondo, o su determinati argomenti, anche alle persone che ci circondando.

Bias dello status quo, o resistenza al cambiamento: in cui ogni cambiamento spaventa e preoccupa, per questo motivo si tende a rimanere nella propria zona di comfort, spesso sentendosi in dovere di giustificare questa scelta a sé stessi.

Bias di conferma: per il quale tendiamo a frequentare chi è d’accordo con noi e ad evitare chi dissente. Ma non solo, è anche la ricerca inconscia di informazioni e prove a favore delle proprie convinzioni, giudizi personali escludendo quelle contrarie. Ciò avviene indipendentemente dalla veridicità dell’informazione e per questo motivo il bias di conferma porta al consolidamento di preconcetti. Credere di avere ragione fa sentire nel giusto. Questo spiega perché alcune teorie complottiste riscuotano tanto successo.

Bias del punto cieco: è il presupposto per tutti i bias poiché rappresenta la convinzione di essere persone obiettive e di non essere soggetti a nessun bias.

Eliminare i bias cognitivi non è purtroppo possibile dacché sono parte del modo di agire del cervello. È possibile limitarne l’effetto: il primo passo da compiere è rendersi consapevoli di questi processi mentali, conoscerli e individuarli; in modo da poterli riconoscere nel momento opportuno, e cercare di capire se un bias sta condizionando una nostra scelta. Per conoscere noi stessi è fondamentale capire come funzioniamo, e i bias rappresentano un tassello fondamentale  per il raggiungimento di questo scopo.

Keisi Dhana (classe 5 BSU)
Istituto “Marie Curie” – Pergine V.

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