Roberto Calasso ha detto “addio” al mondo. E adesso?

Un nodo stringe la gola, un colpo al cuore, già di per sé malandato. E la domanda: e adesso? Sì, e adesso, cosa succederà nel prossimo futuro ai libri Adelphi? Soprattutto alla collana “Il ramo d’oro”? Egoisticamente, è stato questo il primo subitaneo pensiero che mi ha attraversato il cuore alla notizia della morte di Roberto Calasso. Non entro nel merito del suo ruolo per la cultura italiana – ma non solo –, decine di giornalisti e letterati in questi giorni hanno scritto con maggior cognizione di causa parole d’amore e di passione dedicate a questo personaggio, forse l’ultimo erudito del Novecento, colui che, controcorrente (e lo si può ben gridare), ha saputo aprirsi al mondo evitando ogni accademismo retrò e opponendosi con tutte le sue forze al concetto di “sapere” come potere: il sapere è un potere dell’anima, ovvero il sapere della tradizione, della contaminazione, dell’altro, dell’antico sprofondato nel moderno, dei voli pindarici di uomini che hanno dedicato alla cultura la propria anima e il proprio cuore prima della propria mente.

Ma il prosieguo della collana “Il ramo d’oro” ci sarà o tutto cadrà nel ricordo e i libri che formano il sentiero lungo settanta numeri e alto una decina di metri diventeranno (ma lo sono già, fin dalla prima uscita) volumi di culto, di un culto esoterico e trasversale, contaminante e illuminante?

Richiamandosi al famoso testo di James George Frazer Il ramo d’oro. Studio della magia e la religione, pubblicato in Italia nel 1925 (edizione originale 1915), che ha rivoluzionato non solo l’antropologia e gli studi di mitologia ma l’approccio al mondo che sta al di là e al di sopra e dentro di noi, Roberto Calasso ha cercato, raccolto ed editato delle pietre miliari della cultura, andando volutamente oltre i compartimenti stagni della cultura accademica con la c minuscola – ma purtroppo ancora imperante per la già citata formula “sapere uguale potere” – che regna tra Università, Salotti e Assessorati alla Cultura.

La lettura di questi libri equivale a ri-scoprire che accanto alle autostrade ci sono anche i sentieri. Vie contorte, fatte di salite e discese, di sprofondamenti e innalzamenti, di curve che ti offrono visioni esaltanti sul corpo della terra e sullo spirito dell’uomo. Libri-sentieri quindi, icone che vanno dall’arte all’antropologia, dalla mitologia alla Tradizione e alla Scienza Sacra, dall’etnologia alla spiritualità, dall’architettura alle religioni, alla mistica, alla psicoanalisi, ecc. Libri-sentieri che già dal primo volume di Marcel Granet, Il pensiero cinese, fino alla ristampa, rubata all’Einaudi, di quel capolavoro di Carlo Ginzburg che porta il nome di Storia notturna. Una decifrazione del sabba, passando per autori, solo per citarne alcuni, come Wendy Doniger, il sublime Coomaraswamy, l’abissale Henry Corbin che ci ha aperto le porte alla sconosciuta e vastissima cultura dello sciismo, per arrivare a Moshe Idel e alla mistica ebraica, all’Anima di Hillman, al pozzo senza fine dell’erudizione di Fumaroli o ai viaggi religiosi di Kerény, hanno aperto i cinque sensi del lettore sulle molteplici realtà e sugli innumerevoli mondi in cui l’uomo si muove, sogna, mangia, pensa, prega.

Già i colori delle copertine e le illustrazioni che arricchiscono questi libri sono uno dei tanti stimoli ad acquistarli e tenerli vicini al proprio giaciglio notturno, in modo che lo sguardo si possa posare sull’armonia e che il gusto si faccia strada in noi. Colori come note musicali, parole come suoni suadenti, ipnotizzanti, figurazioni che ti fanno sognare ad occhi aperti: sono tutti elementi che formano una porta regale che ti introduce nella bruciante attualità di una cultura viva, libera, perennemente in movimento. Libri-sentiero che mi hanno accompagnato fino ad oggi, aiutandomi a tenere la barra del timone ben ferma nel mare agitato del sapere e dell’erudizione. Sempre e comunque al di là e al di sopra di ogni steccato accademico.

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Pubblicato da Fiorenzo Degasperi

Fiorenzo Degasperi vive e lavora a Borgo Sacco, sulle rive del fiume Adige. Fin da piccolo è stato catturato dalla “curiosità” e dal demone della lettura, che l’hanno spinto a viaggiare per valli, villaggi e continenti alla ricerca di luoghi che abbiano per lui un senso: bastano un graffito, un volto, una scultura o un tempio per catapultarlo in paesi dietro casa oppure in deserti, foreste e architetture esotiche. I suoi cammini attraversano l’arte, il paesaggio mitologico e la geografia sacra con un unico obiettivo: raccontare ciò che vede e sente tentando di ricucire lo strappo tra uomo e natura, tra terra e cielo, immergendosi nel folklore, nei miti e nelle leggende. fiorenzo.degasperi4@gmail.com

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