C’erano una volta le suonerie

C’era una volta la suoneria del telefono cellulare. Era la prima cosa che installavi sul dispositivo e si faceva a gara per avere quella più originale e fantasiosa. Esistevano dei veri e propri abbonamenti; digitando un certo numero, potevi scaricare l’ultima trovata acustica per il cellulare. Le stesse compagnie telefoniche proponevano pacchetti “corredati” delle ultime novità sul mercato in fatto di suonerie. Negli anni intorno al cambio di secolo, abbiamo assistito al culmine dell’ondata trash di questo settore: era diventata un’assillante mania essere chiamati e contattati nel modo più stravagante possibile. Quali erano le più gettonate? Senz’altro quelle che riproducevano i suoni degli animali! Chi non ricorda la rana pazza con la vocina alterata, il casco da aviatore e gli occhialoni? Simpatica la mucca che cantava “torototò” sempre con la voce in falsetto, affiancata da zelanti “colleghe” bovine che sulla base musicale intonavano uno Jodler. E quel “Rispondi però, se no ricomincerooo” era diventato uno slogan virale.  E Lina e Pina, le vecchiette più trash del momento? La suoneria era a suon di “rumorini” piuttosto imbarazzanti, prodotti dalle due disinvolte e per nulla imbarazzate nonnette. Ma il più famoso era Virgola, il gattino ovvero “la stella del telefonino”… il suo motivetto spopolava anche tra gli insospettabili di un genere così frivolo e scanzonato. E poi Lella porcella, l’orsetto morbido, i pulcini gialli, le topine sensuali che ballavano sul ritmo di “Vamos a bailar” di Paola & Chiara. 

E oggi? Facciamoci caso, ormai nessuno utilizza più le suonerie che hanno impazzato per anni. Da sondaggi e statistiche, si evince che i giovani snobbano questo genere definito come sorpassato e preferiscono le chat alle telefonate. Una generazione “muta”, che predilige la sola vibrazione anche nelle notifiche della messaggistica. Ma perché le suonerie sono finite nel dimenticatoio? Semplice, i giovani sono così attaccati al telefono che non è necessaria la suoneria per avvisarli di una chiamata in entrata. E poi, con i dispositivi da polso, l’avviso sulla pelle è immediato. Altro che i mu – mu e i miao – miao del passato! Il presente è più anonimo e discreto. E il futuro? Stiamo a vedere cosa escogiterà l’animale tecnologico. 

Condividi l'articolo su:

Pubblicato da Tiziana Tomasini

Nata a Trento ma con radici che sanno di Carso e di mare. Una laurea in materie letterarie e la professione di insegnante alla scuola secondaria di primo grado. Oltre ai grandi della letteratura, cerca di trasmettere agli studenti il piacere della lettura. Giornalista pubblicista con la passione della scrittura, adora fare interviste, parlare delle sue esperienze e raccontare tutto quello che c’è intorno. Tre figli più che adolescenti le rendono la vita a volte impossibile, a volte estremamente divertente, senza mezze misure. Dipendente dalla sensazione euforica rilasciata dalle endorfine, ha la mania dello sport, con marcata predilezione per nuoto, corsa e palestra. Vorrebbe fare di più, ma le manca il tempo.