Cose che non riusciamo più a fare dopo una “certa età”

Non facciamone una questione strettamente anagrafica, sarebbe riduttivo. Fatto certo e inconfutabile è che esiste una soglia d’età oltre la quale alcune abitudini non solo diventano più impegnative – da un punto di vista sia fisico che mentale – ma portano con sé tutta una serie di conseguenze. Quali sono gli atteggiamenti che prima ci sembravano normali mentre dopo “una certa” diventano piuttosto azzardati se non off-limits? Ai vertici assoluti di questa particolare classifica, troviamo l’accoppiata capello bagnato e finestrino abbassato. Era una botta di libertà, una ribellione ai berretti di lana. Se l’avete fatto per anni senza conseguenze, adesso minimo si rischia un raffreddore o un fastidioso torcicollo. Insomma, più che una botta di libertà, è una botta e basta. In seconda battuta posizionerei le seratone e le lunghe nottate di divertimento. Bellissimo questo giovanile “fare tardi”, non c’è niente di meglio per caricare l’autostima dell’animale sociale. Ma il conto ci viene presentato il giorno dopo: se in gioventù una notte brava si recuperava con qualche ora di sonno in più, dopo una certa età resti azzerato per almeno 24 ore. 

Altro punto degno di nota è l’intraprendere attività nuove e sconosciute. Se nei tempi di beata gioventù ci si lanciava nelle esperienze nuove senza riflettere troppo sulle conseguenze, nell’epoca della maturità si procede con i piedi di piombo, animati da una generale ritrosia nell’affrontare cose a noi sconosciute e quindi elementi in grado di causare possibili nefasti sconvolgimenti. A queste aggiungerei senz’altro la vacanziera modalità di passare ore al volante senza mai fermarsi. E chi ci riesce più? Con il passare degli anni, si dilatano inevitabilmente i tempi di recupero. Una spiegazione recente a tutte queste fatiche dell’età? In un articolo pubblicato da una rivista scientifica, si evince che la pandemia ha accelerato il nostro processo di invecchiamento. Le persone si sono riscoperte con più rughe, i capelli bianchi e acciacchi di vario genere e natura. La diagnosi degli esperti parla di stress cronico, che inevitabilmente ci fa invecchiare prima. Un consiglio per invecchiare di meno? Se ci chiedono l’età, restare vaghi: “In quella fascia compresa tra la fine dell’adolescenza e la demenza senile”. Pare aiuti. 

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Pubblicato da Tiziana Tomasini

Nata a Trento ma con radici che sanno di Carso e di mare. Una laurea in materie letterarie e la professione di insegnante alla scuola secondaria di primo grado. Oltre ai grandi della letteratura, cerca di trasmettere agli studenti il piacere della lettura. Giornalista pubblicista con la passione della scrittura, adora fare interviste, parlare delle sue esperienze e raccontare tutto quello che c’è intorno. Tre figli più che adolescenti le rendono la vita a volte impossibile, a volte estremamente divertente, senza mezze misure. Dipendente dalla sensazione euforica rilasciata dalle endorfine, ha la mania dello sport, con marcata predilezione per nuoto, corsa e palestra. Vorrebbe fare di più, ma le manca il tempo.