“Floating Solo”: la realtà vista da Karlien De Villiers

Cellar Contemporary di Trento apre la sua stagione espositiva 2021 con “Floating Solo”, prima mostra personale in Italia dell’artista sudafricana Karlien De Villiers.

Karlien De Villiers attinge all’immaginario visivo del fumetto e dell’illustrazione, che utilizza per veicolare in modo leggero messaggi impegnati. Le opere in mostra alludono alla sensazione sospesa del galleggiare, stato naturale dell’artista, che si trova spesso a “navigare in solitaria” .

“Floating Solo” aprirà il 23 marzo da Cellar Contemporary e sarà visitabile su appuntamento fino al 23 maggio 2021.

CELLAR CONTEMPORARY by Davide Raffaelli
Via San Martino 52 38122, Trento 0461 1481271 info@cellarcontemporary.com

Le vedute “a volo d’uccello” si affermarono nella pittura di genere del XVI secolo come metodologia privilegiata dagli artisti del mondo occidentale per dare una lettura d’insieme al paesaggio – naturale e sociale – documentandone le peculiarità e i mutamenti. L’opera diventava strumento realistico per cogliere in uno sguardo, profondo quanto un abbraccio, una visione complessiva del mondo conosciuto; per lo spettatore diventava idealmente possibile identificarsi nel leggiadro volatile evocato da quell’insolito punto di vista, consentendogli in qualsiasi momento di lanciarsi in picchiata all’interno del quadro.

Con la stessa capacità dei suoi colleghi rinascimentali, Karlien De Villiers adotta – più o meno consapevolmente – la medesima tecnica retorica.

Sapendo prendere le distanze dalla realtà per poterla osservare e restituire sotto forma di immagini, l’artista sudafricana offre una rappresentazione inedita e pungente della contemporaneità, passando in rassegna comportamenti e atteggiamenti stereotipati. Donne e uomini, animali domestici e selvatici, oggetti e forme sono usati come tasselli di un puzzle visivo che compone una narrazione globale e coerente; ogni opera punta l’attenzione su un tema o un aspetto in cui ognuno – chi più, chi meno – potrebbe essere in grado di riconoscersi, ma a cui sicuramente non si era mai concesso il tempo di pensare.

È questa sorta di “navigazione in solitaria”, da cui la mostra prende il titolo, che rende unico il lavoro di Karlien De Villiers e le consente di superare le barriere della convenzione per elaborare un linguaggio pittorico e disegnativo unico. Se il suo stile da un lato deve molto al mondo della graphic novel e del fumetto, dall’altro la rende autonoma e libera di affrontare gli argomenti più disparati, e talvolta scomodi, con intelligente leggerezza.

Così l’artista plana a volo d’uccello sulle dinamiche della coppia, sulle tematiche di genere, sui comportamenti interpersonali, sulle playlist di letture, film e artisti preferiti, sulle molteplici sfaccettature dell’universo femminile (e femminista), a cui dedica ampia parte della sua produzione.

Nell’ammiccante interazione con il pubblico, si coglie chiaro l’invito a salire a bordo: la dimensione sospesa del “galleggiamento” è il tratto distintivo del nostro tempo fluido, che ci vorrebbe trasformati in supereroi capaci di conciliare lavori occasionali con amori occasionali con passioni intellettuali. Sunday Girl arriva alla domenica ridotta a scheletro, Head Girl “è intelligente ma non si applica”, Mister Mister attende impettito il futuro, incurante del presente, mentre Husband and Wife giacciono ogni notte su un letto di Procuste.

Nella carrellata di tipi umani esaminati dall’artista non manca tuttavia un’indagine “subacquea” della dimensione ignota dell’inconscio: paure, ambizioni, sogni, proiezioni del sé, emergono più chiaramente quando, superato il primo contatto con le sue figure ironiche e grottesche, ci si cala in una narrazione più complessa.

È allora che, dalla panoramica generale tratteggiata dal lavoro di Karlien De Villiers, si può davvero entrare nella singola opera, nel singolo aspetto, minuziosamente scomposto e analizzato, per comprenderne a fondo la verità e la potenza.

Camilla Nacci

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