Il cappottino? Solo quando è necessario

Il freddo pungente non piace a nessuno, nemmeno al nostro amico a quattro zampe. Ed è questa la ragione della proliferazione di cappottini di ogni tipo, di tessuto, forma e colore differenti. L’obiettivo è semplice: proteggere chi abbiamo a fianco dalle basse temperature, nonché da precipitazioni piovose e nevose. Ma questi strumenti di tutela corporale sono davvero necessari? Come spesso accade, la risposta è multipla e il suo esito dipende dalle singole situazioni. Innanzitutto, si deve parlare del mantello del cane; esso presenta lunghezza e tessitura che possono variare da razza a razza e da un ceppo all’altro. Ci sono individui con assenza di sottopelo e quindi privi del primo mezzo necessario a separare la temperatura interna da quella esterna che, in quanto tale, può variare continuamente. In generale, possiamo dire che una copertura ulteriore diviene estremamente utile soprattutto per queste tipologie di cani, nonché per i cuccioli alle prime uscite di casa, ovvero per soggetti adulti non in perfetta salute e, infine, in favore di chi si trova in età avanzata.

Non sbaglieremo, quindi, nel far indossare questa sorta di mantello al nostro amico se e quando se ne presentasse l’effettivo bisogno. A maggior ragione nei casi in cui lo sbalzo termico tra l’interno dell’abitazione e il mondo esterno risultasse significativo. Eppure, vi sono altri modi per combattere le basse temperature; uno di essi si riferisce al far svolgere al nostro cane, appena uscito di casa, un insieme di esercizi volti a “riscaldare” il suo stesso corpo. Lo faremo incrementando progressivamente la velocità di deambulazione, cui potranno seguire divertimento e corse sfrenate. Solo a termine di ciò può divenire utile l’ausilio di un cappottino termico, volto ad evitare contratture e stiramenti; insieme a una parte defaticante, il materiale che gli avremo fatto indossare potrà preservarlo ulteriormente. Se, invece, il problema diventa la pioggia, o addirittura la neve, diventano funzionali i tessuti idrorepellenti, pur sapendo che alla fine della passeggiata le zampe, il ventre, la testa e le orecchie andranno comunque asciugate. Avvaliamoci, quindi, dei cappottini solo se effettivamente necessari, ben sapendo che il nemico numero uno di chi ci sta a fianco resta sempre il caldo, spesso portatore di stanchezza, astenia, sonnolenza e ridotta motivazione.

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Pubblicato da Stefano Margheri

Mi hanno detto, e penso di ricordarlo, che da piccolo mi perdevo nella fattoria in miniatura, fatta di animali di diverse specie che sostituivano i tipici soldatini dell’epoca. Probabilmente, in qualche parte della memoria, questa passione si è trasformata in qualcosa di reale e a distanza di molti anni mi ritrovo ad ammirare, con lo stupore di un bambino, ogni espressione del comportamento animale. In particolare, i cani sono diventati la mia vita, oggi persino una professione, prima affiancata alla laurea in giurisprudenza e poi fatta prevalere su quest’ultima. Le qualifiche e i titoli acquisiti nei decenni mi hanno insegnato l’importanza di non smettere di imparare, coniugando la pratica dell’addestramento con il piacere curioso della conoscenza teorica. Scrivendo e descrivendo i cani, cerco di trasmettere quello che giornalmente loro stessi mi insegnano.