“Mr Jones”: il testamento artistico di Stefano Laudadio

Si lega alle note evocative nei suoi riverberi new wave del brano “Mr Jones” il testamento artistico di Stefano Laudadio Ferri uno dei più noti musicisti della scena di Trento. Stefano se ne è andato, a causa di una grave malattia lo scorso settembre lasciando come ricordo indelebile anche una ricca serie di produzioni. Nei suo cinquantotto anni segnati da una grande passione per il rock Laudadio ha suonato in diversi gruppi e partecipato a molti progetti come nel caso della colonna sonora del videoclip «Ezra Pound’s Places» di Stefano Benedetti con immagini affidate all’artista trentino Lome. Negli anni ‘90 il suo nome si inserisce anche in un gruppo come i Vanaverba, una delle formazioni più creative della scena trentina di quel decennio. Poi la scelta di legarsi principalmente ai Tins la band che lo ha visto per anni al fianco di Franco Depedri e Roberto Segato. Sotto la sigla dei Tins ha registrato due dischi dalle fragranze pop rock legate agli anni ‘80: “Tourists in Sunderland” uscito nel 2008 e “A Second Chance” targato 2018. Durante la malattia, seppur indebolito dalle cure, Stefano viene coinvolto proprio dal cantante Franco Depedri nel progetto The Glamorous Soul, insieme al chitarrista Marco Carner degli Oil On Canvas. L’idea di Depedri è quella di dare forma ad un brano omaggio per Davide Bowie: le note diventano quelle di “Mr Jones” che assume inevitabilmente anche i colori dell’addio per Stefano Laudadio. Depedri ha scritto “Mr Jones” durante il lockdown della scorsa primavera per ricordare un artista, come il Duca Bianco: un titolo, Mr Jones, che fa infatti riferimento a David Robert Jones il nome originale di David Bowie. Il testo è un insieme di citazioni di vita artistica dell’artista perchè Depedri ha cercato di inserire le più significative menzioni che hanno caratterizzato la carriera artistica del grande artista inglese e soprattutto la sua capacità di innovarsi e cambiare. Insieme a Laudadio e Carner è nata una canzone, curata nel mixaggio e mastering da Mauro Andreolli, accompagnata da un videoclip, dall’impronta elettronica ma con inserimenti musicali che ricordano per esempio lo stile della chitarra 70’s di Mick Ronson. “Quando Stefano mi ha rivelato il suo stato di salute – racconta Depedri – è facile immaginare in quale stato mentale potesse trovarsi. Per lui la musica era molto importante e anche lui amava Bowie. Ho deciso quindi di proporgli la collaborazione e lui ha accettato senza nessuna esitazione, anzi ho visto nei suoi occhi riaccendersi la speranza. Per Stefano e per noi la musica rappresenta un modo per alimentarci di energia positiva. Fondamentale è stato anche il ruolo di Carner con le sue chitarre: lui ha capito la situazione e ci ha messo il massimo”. Una canzone “Mr Jones” da ascoltare sull’onda dei ricordi ma anche con la consapevolezza che in ogni nota c’è un pezzo di Stefano e della sua sensibilità di uomo e musicista.   

I Tins: Franco Depedri (voce), Roberto Segato (tastiere) e Stefano Laudadio (chitarra)
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Pubblicato da Fabio De Santi

Classe 1967, si nutre fin da ragazzo di musica e passione per la scrittura con particolare dedizione alle pagine di Vonnegut, Dagerman e Cèline. Scrive dalla metà degli anni '90 per il quotidiano l'Adige e da tempo quasi immemore collabora con Trentinomese. Frequenta le onde radio dagli anni '80 con diversi programmi fra cui quelli proposti su Radio Rai Regionale dove da spazio alla scena musicale trentina cosi come accade sulle pagine del nostro mensile.

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