Imprenditrici a confronto

È partita nelle scorse settimane la seconda edizione di “Wow, work out women”, il percorso formativo dedicato alle donne imprenditrici e alle aspiranti imprenditrici organizzato da Accademia d’Impresa, l’azienda speciale della Camera di Commercio di Trento dedicata alla formazione di imprenditori e professionisti. Nel percorso vengono raccontate e analizzate le storie di imprenditoria femminile originali e di successo. «È il caso di Silvia Atzori di Atotus, azienda che si occupa di riuso in modo innovativo con sede in Valle dei Laghi – ha evidenziato Marica Bertoldi, responsabile marketing e comunicazione di Accademia d’Impresa. Oppure è il caso di Michela Fazzito di Missione Empathy, azienda che ha sviluppato un metodo innovativo per occuparsi del danno emotivo causato dall’ospedalizzazione nei pazienti pediatrici. 

Entrambe le imprenditrici sono venute a contatto con Accademia d’Impresa attraverso le attività formative dell’area «Fare impresa al femminile» ed hanno così trovato gli strumenti per concretizzare e lanciare i loro progetti professionali». 

Accademia d’Impresa cerca così di affrontare un problema che caratterizza l’economia trentina, ovvero la scarsità numerica delle imprese al femminile. Le aziende guidate da donne in Trentino sono infatti numericamente inferiori alla media nazionale: nel 2021 solo il 18,4% del totale delle imprese trentine erano guidate da donne, contro il 22% nazionale. 

Un ritardo che trattiene fuori dal mercato molte intelligenze al femminile che sarebbero in grado di innovare profondamente il tessuto economico locale.

Natale Rigotti (in seconda fila), presidente di Accademia d’Impresa, e Bruno Degasperi, direttore, con i testimonial dell’evento “Storie di innovazione”

«RACCONTIAMO LE IMPRENDITRICI DI SUCCESSO»

Marica Bertoldi sottolinea che alla radice di questa scarsa presenza femminile nel mondo economico ci sia una mancanza di racconto: «Alle aspiranti imprenditrici mancano i modelli di donne d’impresa che “ce l’hanno fatta”. Eppure le storie di questo tipo sono tantissime. Quando si scopre che l’imprenditoria femminile rivela storie di successo, è più facile trovare il coraggio per provarci». Bertoldi identifica poi un “sommerso” d’imprenditoria femminile: un mondo dove sono le donne a tenere le redini delle imprese benché nominalmente l’azienda sia di proprietà dell’uomo: «Ci sono dinamiche frequenti che i dati non rilevano: aziende spesso intestate al proprietario, che è un uomo, dove a portare avanti l’intera organizzazione lavorativa sono le donne di casa. Capita spesso nel mondo dei servizi alla persona».

Il direttore di Accademia d’Impresa Bruno Degasperi definisce il progetto “Wow” come uno dei fiori all’occhiello della loro proposta formativa: «Con “Wow” si parte dall’idea imprenditoriale e si arriva alla realizzazione pratica, formando le aspiranti imprenditrici su tutti i passaggi essenziali. Un altro percorso è quello della Pmi Academy, rivolta alle piccole e medie imprese: è un contenitore di corsi rivolti all’alta formazione manageriale. Inoltre proponiamo “Pronti all’impresa”, un percorso di formazione gratuito per aspiranti imprenditori, articolato in quattordici webinar con i docenti. 

Spesso i nostri docenti provengono da esperienze professionali nel mondo dell’impresa: in questo modo, possono accompagnare gli utenti nell’affrontare problemi da loro già sperimentati».

Il direttore di Accademia d’Impresa, Bruno Degasperi

«NUOVE SFIDE, NUOVE RISPOSTE»

«Generazioni di imprenditori si sono formati nelle nostre aule, talvolta passando il testimone di padre in figlio. La sfida è quella di restare sempre in linea con le nuove esigenze che emergono dal mercato – evidenzia il direttore Degasperi. Oggi in un mondo globalizzato ci sono tanti fattori che non si possono controllare, come è apparso evidente in questi due anni. I fattori esterni che non si controllano pesano sempre di più e per questo la richiesta da parte dei nostri utenti è quella di poter controllare le variabili interne: la produttività, i costi, l’innovazione tecnologica e di processo, la solidità patrimoniale». E la risposta a questi interrogativi non può non venire dalla formazione: «Per poter fare ciò serve una formazione adeguata e aggiornata. Non a caso sono due i percorsi che stanno avendo grande successo, quello dedicato alla digitalizzazione aziendale e quello dedicato alla gestione economica e finanziaria, sono questi i percorsi che hanno il migliore gradimento – evidenzia Degasperi. Gestire il credito e il rapporto con le banche è cruciale».

www.accademiadimpresa.it

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Pubblicato da Fabio Peterlongo

Nato nel 1987, dal 2012 è giornalista pubblicista. Nel 2013 si laurea in Filosofia all'Università di Trento con una tesi sull'ecologismo sociale americano. Oltre alla scrittura giornalistica, la sua grande passione è la scrittura narrativa. È conduttore radiofonico e dal 2014 fa parte della squadra di Radio Dolomiti. Cronista per il quotidiano Trentino dal 2016, collabora con Trentinomese dal 2017 Nutre particolare interesse verso il giornalismo politico e i temi della sostenibilità ambientale. Appassionato lettore di saggi storici sul Risorgimento e delle opere di Italo Calvino.