La fine dell’innocenza

Questo mese sul comodino non il libro di un intellettuale insofferente, né di una scrittrice con la puzza sotto al naso, e nemmeno il solito biopic ruffiano e alla moda, scritto solo per vendere qualche copia in più. Niente case editrici cannibali impegnate per la vita a pubblicare i soliti noti. “L‘ultima primavera del secolo” è uscito per Aporema, piccola cooperativa editrice di Legnano (Mi). È l‘opera prima di Domenico Ippolito, 40enne pugliese, residente in Germania dove fa il traduttore. L‘ho letto tutto d‘un fiato e ho deciso di concedergli visibilità, non tanto perché ambientato nei luoghi della mia adolescenza (Acquaviva delle Fonti, Gioia del Colle…), ma perché l‘ho trovato sincero e onesto. Un lavoro arricchito, peraltro, da una scrittura molto precisa, caratterizzata da una freschezza che sa conquistare il lettore. 

La trama scorre fluida, immersa in un vago spleen di fine millennio, giocandosi sull’altruismo, non disdegnando gli interrogativi del giallo e un’intrigante collocazione storica. Siamo infatti nel 1999 e dall’aeroporto militare di Gioia partono i cacciabombardieri diretti in Serbia e nel Kosovo. Il 13enne Fabio rimane affascinato dai bolidi, ma è la coetanea Martina a lasciarlo sempre senza fiato, ad accompagnarlo in quel percorso di formazione che lo porterà dall’iscrizione al Liceo scientifico alle fughe in bicicletta per scoprire il cinema d’autore, dall’incontro con un’illuminata professoressa all’impegno sociale in favore dei rifugiati. Ecco allora la scoperta di un mondo, la fine dell’innocenza. Fabio verrà coinvolto suo malgrado in una sporca storia e, dopo aver toccato il fondo, risalirà, ritrovandosi inaspettatamente giovane uomo. Sullo sfondo, una Puglia tragica e bellissima, tra rifiuti, ethos e nostalgia. E fioche speranze per un domani migliore.

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Pubblicato da Pino Loperfido

Autore di narrativa e di teatro. Già ideatore e Direttore Artistico del "Trentino Book Festival". Il suo ultimo libro è: "La manutenzione dell’universo. Il curioso caso di Maria Domenica Lazzeri” (2020).