“La grande nevicata dell’85”: il debutto nei teatri

Mario Cagol e Alessio Zeni  (ph. Monica Condini)

Un inno a chi eravamo, a chi siamo diventati e a chi non siamo riusciti a diventare, un monologo di grande profondità, divertente a tratti, che guarda alle origini di questo presente tecnologico, consumistico e iperconnesso che forse ha smarrito l’innocenza, il rispetto per l’ ambiente e per noi stessi, l’abitudine alla meraviglia. Questo vuole essere “La grande nevicata dell’85” il nuovo testo teatrale di Pino Loperfido che debutterà il 22 ottobre al Teatro di Villazzano. La voce è quella di Mario Cagol, mentre nella pièce teatrale curata nella regia da Andrea Brunello la colonna sonora live sarà di Alessio Zeni. Un sodalizio dunque quello fra lo scrittore Pino Loperfido, Mario Cagol e Zeni che si ripropone dopo il grande successo, con quasi cinquanta repliche, ottenuto con “Ciò che non si può dire. Il racconto del Cermis”. Proprio Mario Cagol, figura di spicco dello spettacolo trentino, in questa intervista offre alcune anticipazioni. 

Mario Cagol, cosa racconta “La grande nevicata dell’85”? 
Lo spettacolo è una finestra sulla società trentina e racconta in maniera agrodolce le sue trasformazioni negli anni. Ma non solo. Ci porta ad analizzare come alcuni eventi fondamentali come la tragedia di Alfredino, il Live Aid e Chernobyl riecheggino ancora oggi nella nostre vite e nella società. Insomma un grande viaggio non solo nella storia ma anche nella cultura e nella coscienza collettiva. Non sarà una celebrazione di quegli anni come la si può immaginare, vestiti magari da paninari cantando Wild Boys…abbiamo cercato di raccontare qualcos’altro. 

Qual è la peculiarità, per lei, del testo? 
Una grande saga trentina dove l’umanità dei protagonisti li rende fragili ma anche fortissimi. In altre parole, reali. 

Ma cosa ricorda di quella grande nevicata che segnò il paesaggio di tutto il Trentino, capoluogo compreso? 
Mah, c’era tanta neve. In quell’anno forse non ero ancora nato…in realtà si, ero adolescente con tante cose per la testa, non tutte però si possono raccontare ai lettori di Trentinomese. 

Un altro momento dello spettacolo (ph. Monica Condini)

Cosa ci può anticipare delle sue forme? 
Sarò in scena con l’amico musicista e cantante Alessio Zeni. La regia sarà curata da Andrea Brunello in una produzione Arditodesìo con il supporto alla produzione da parte del Centro S.Chiara. 

In questa occasione si ricomporrà il trio artistico che la vede accanto al musicista Alessio Zeni e appunto alla scrittura di Loperfido: una formula collaudata con il monologo “Ciò che non si può dire”. 
Sì, e sono molto felice di questo. “Ciò che non si può dire” è stato uno spettacolo molto apprezzato, con numerose repliche in tutto il Trentino. Per noi è stata una scommessa vinta. Questa nuova produzione non sarà il clone di quello spettacolo, ma piuttosto l’evoluzione artistica del mio connubio con Zeni e Loperfido. “La Grande nevicata dell’85” sarà comico e drammatico, narrativo, personale. Anche la regia sarà diversa, visto che lo spettacolo sul Cermìs aveva avuto quella di Mirko Corradini che è stata azzeccata e puntuale.

A segnare la “La grande nevicata dell’85” la regia di Andrea Brunello: da dove nasce questa collaborazione? 

Conosco Brunello da tempo e abbiamo sempre nutrito stima reciproca. Poi con lui circa un anno fa abbiamo attivato una collaborazione per il Festival Teatro della Meraviglia. Andrea mi aveva coinvolto in una delle sue Augmented Lectures con il professore di fisica Paolo Tosi. Poi purtroppo il Covid ha annullato la programmazione, però ci è rimasta la voglia di fare qualche cosa assieme ed eccoci qua! Inoltre, la Compagnia Arditodesìo ha uno storico molto importante sul teatro di narrazione e credo che siano un’ottima realtà a cui affidare la produzione. 

Quali sono i punti di forza di questo nuovo spettacolo: farà piangere, farà ridere? 
Molti spettacoli fanno piangere e ridere per i motivi sbagliati. Questo invece lo farà per i giusti motivi!

Nel terzo millennio parlare di anni ’80 scatena spesso l’effettone nostalgia: lei, nevicata a Trento a parte, come li vede voltandosi indietro? 
Gli anni ’80 sono il vero spartiacque di questi decenni passati. C’è un prima e un dopo. Tutto è cambiato e tutto è cominciato lì, a partire dall’avvento dei personal computer e della finanza creativa, delle televisioni commerciali e degli acquisti a rate. Nostalgia? A volte, se devo essere sincero, più rabbia che nostalgia. 

Avete discusso con l’autore del testo (a quanto ci risulta è grande appassionato di musica) per scegliere i brani della colonna sonora, suonati live appunto da Alessio Zeni?
Pino Loperfido ci ha lasciato grande libertà, questo va riconosciuto. Ha seguito l’evolversi del suo testo senza mai entrare a gamba tesa ma analizzando assieme a noi le scelte. Alessio reinterpreta alcuni classici degli anni ’80 con un suo stile del tutto particolare, unico e personale, con grande bravura e poesia. Non abbiamo dovuto discutere, anzi. Vorremmo poter avere più musica nello spettacolo, tanto che ho anche proposto di tagliare le mie parti recitate e lasciare solo spazio a Zeni e alla musica di quel decennio.

Informazioni
Compagnia Arditodesìo
Teatro Portland – Via Papiria, 8 
38122 Trento
Cell. 339.1313989
arianna@arditodesio.org
www.arditodesio.org
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Pubblicato da Tina Ziglio

Concetta (Tina) Ziglio è nata sulle montagne in una notte di luna piena. Anziché ululare, scrive per diverse testate e recita in una sgangherata compagnia teatrale. Il suo ultimo libro è il discusso “Septizonium” (Aleppo Publishing, 2019).

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