La guerra bambina

Salvo imprevisti, sarà pronto per la prossima estate un docufilm diretto dal giovanissimo Andrea Benato dal titolo ancora provvisorio di “Le ultime voci della Grande Guerra”, storia che ripercorre il dramma dei civili nel primo conflitto mondiale. Una vera impresa quella del giovane regista veneto, se non altro perché stavolta ha voluto mettere davanti alle cineprese circa una sessantina di ultracentenari rintracciati in mezza Italia. Da questi anziani – cercati e trovati fra mille difficoltà nel corso degli ultimi anni – Benato si è fatto raccontare i lontani ricordi di bambino rimasti loro impressi a seguito dei tragici eventi della Prima Guerra Mondiale. Così, dopo avere dato alle stampe nel 2020 un libro dal titolo “Gli ultimi”, da una selezione di quelle interviste e da un apparato di ricostruzione storica degli stessi racconti è già stata registrata la prima parte, mentre è tuttora in lavorazione la seconda metà del documentario. 

Iniziate a girare nel maggio 2021, le riprese hanno interessato oltre a Veneto e Friuli anche numerosi luoghi del Trentino coinvolgendo associazioni di rievocatori storici, nonché attori e comparse locali. Le storie ambientate in provincia seguono i racconti dei testimoni e riguardano i bambini della Grande Guerra nati a Tione, Besenello, Levico Terme, Riva del Garda, Borgo Valsugana e fanno riferimento sia all’esodo, quanto alla vita vissuta nei territori prossimi alle operazioni belliche. 

Più in particolare – spiega Benato – con loro, ad esempio, abbiamo ricostruito lo sfollamento in Boemia e in Moravia delle comunità di Riva del Garda e di Levico. Così come abbiamo narrato la vita dei civili nelle retrovie dei 600 chilometri di fronte, ma anche la quotidianità dei bambini-operai destinati alla costruzione delle trincee nella zona di Asiago”.

Diversi sono stati i luoghi delle riprese. 

È sempre il regista che ci racconta: “All’inizio della guerra, le prime scene fra le popolazioni di Besenello e di Tione le abbiamo girate nei pressi di Marco di Rovereto, così come le successive sono state effettuate al Museo della Scuola di Pergine, dove abbiamo ricostruito una classe femminile dell’epoca. Ma non solo. Qui in Trentino per mettere a punto la sceneggiatura siamo andati anche a Castellano di Villa Lagarina, in una residenza signorile di montagna, e ci mancano ancora da girare numerose riprese in altre località nei dintorni di Rovereto, in particolare a Terragnolo e in Vallarsa ”.

Come si può capire, per questioni organizzative non sempre è possibile far coincidere in assoluto le location con la narrazione vera e propria. Lo sa bene chi, come il sottoscritto, si occupa di produzioni cinematografiche. Tuttavia, Benato rassicura che grazie al montaggio il risultato finale sarà all’altezza delle aspettative e sarà possibile apprezzare tanto la suggestione delle storie quanto la bellezza o la cruda realtà delle ambientazioni. 

È da dire, infine, che un contributo fondamentale alla buona realizzazione del docufilm in Trentino lo si deve all’impegno di varie Associazioni di Marco di Rovereto e più in particolare a Mariangela Toss e a Maurizio Perottoni che stanno seguendo con passione tutte le fasi delle riprese. Quella stessa passione che Andrea Benato, come regista e Marco Scattolini, come sceneggiatore, hanno voluto dare a questo lavoro di ricostruzione storica, culturale e divulgativa dedicata alla memoria. Un lavoro che proprio per queste caratteristiche oltre che per l’assenza di capitali e di una casa di produzione alle spalle, ha convinto più di 50 persone in Trentino (operatori di camera, compositori, comparse, costumisti, ecc.) a dare il loro prezioso contributo in maniera del tutto gratuita.

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Pubblicato da Maurizio Panizza

Giornalista dal 1992, ha lavorato per molti anni con numerosi quotidiani mentre in seguito è stato direttore di alcune testate. Avvicinatosi alla storia trentina, negli ultimi anni si specializzato nell’indagare fatti e personaggi del passato riportando alla luce vicende sconosciute poi riproposte in Rai e anche in teatro. Più recentemente si è dedicato alla documentaristica storica producendo due inchieste, “Come uccelli d’argento” e “Occhi di guerra”, in collaborazione con il regista Federico Maraner. Pubblicazioni: “Eroe plebeo”, Edizioni Stella, Rovereto, 2003; “Missione compiuta”, Edizioni Osiride, Rovereto, 2009; “Antiche strade”, Edizioni Osiride, Rovereto, 2011, “Diario familiare”, Curcu Genovese, 2019, “Trentino da raccontare”, Curcu Genovese, 2020, “Alla ricerca del sole”, Curcu Genovese, 2021.