L’arretramento dei ghiacciai: il caso dell’Adamello – Mandron

I ghiacciai, con i loro strati di neve e ghiaccio, sono come un libro da leggere e da sfogliare, un libro che racconta di come il clima, il paesaggio e le attività dell’uomo siano cambiate nel tempo e che rivela, in maniera molto chiara, come il cuore “bianco” delle nostre montagne stia battendo sempre più lentamente.
In tutti i paesi alpini i ghiacciai stanno subendo un forte e accelerato ritiro a causa del ben noto riscaldamento globale. Anche i ghiacciai dell’Adamello seguono la stessa sorte. Sono sotto gli occhi di tutti il rapido arretramento della loro fronte, le diminuzioni dello spessore, la frammentazione, la comparsa di isole rocciose, la maggiore copertura detritica, la formazione di calderoni e morfologie superficiali in rapida evoluzione.
La velocità di riduzione è aumentata soprattutto dagli anni Ottanta del secolo scorso e i ghiacciai hanno perso circa il 70% dell’estensione che era presente soltanto un secolo e mezzo fa (fine della Piccola Età glaciale, XIX secolo).
Le simulazioni per la fine del XXI secolo fanno pensare a una possibile scomparsa dei ghiacciai alpini posti sotto i 3000 metri di quota. Il tutto a seguito dell’aumento della temperatura e del conseguente innalzamento del limite delle nevicate.
Il passato ha visto numerose volte ghiacciai in avanzata e successivamente in ritiro, ma ora è diverso. Ai gas serra naturali si sommano le ben maggiori quantità di gas serra prodotti dalle attività umane. E di conseguenza, il paesaggio alpino sta cambiando rapidamente.
Ma i ghiacciai sono così importanti? Possiamo farne a meno? I ghiacciai sono una riserva di acqua utile per scopi civili, agricoli ed energetici. Non meno importante è l’aspetto turistico (e quindi economico), sportivo e alpinistico connesso con la frequentazione dei rifugi.
L’uomo sta ora vivendo un forte cambiamento della montagna (e non solo), proprio per questo è necessario raggiungere consapevolezza del fenomeno per intervenire rapidamente. Il ghiacciaio è il cuore bianco della montagna, è la nostra ricchezza e l’evoluzione del genere umano non può in alcun modo essere separata dalla sua conservazione.

Christian Casarotto: è glaciologo della Sezione di Geologia e Paleontologia del Muse, Museo delle Scienze di Trento. Si dedica alla Geomorfologia, Geologia del Quaternario e quindi all’ evoluzione del paesaggio alpino relativamente alle dinamiche glaciali attuali, recenti e passate. Concentra oggi la sua attività sui ghiacciai trentini anche come glaciologo del Comitato Glaciologico Italiano. Altre attività di sua competenza sono la gestione e progettazione delle attività didattiche a carattere geologico, lo sviluppo di progetti museologici diffusi sul territorio, la divulgazione con convegni e mostre, l’organizzazione di eventi culturali, mostre interattive ed esposizioni temporanee e permanenti.

PRO LOCO G.S. MAVIGNOLA
giovedì 19 agosto
ore 17.00
Parco Ai Sass S. Antonio di Mavignola

Christian Casarotto, nell’incontro dal titolo: I cambiamenti climatici e l’arretramento dei ghiacciai: il caso dell’Adamello / Mandron. Clima, ghiacciai e montagne che cambiano- Il ghiacciaio più grande d’Italia, l’Adamello

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