Le problematiche alimentari

Paragonati ai cani i gatti soffrono di pochi problemi alimentari. La coprofagia, ovvero, mangiare i propri escrementi o quelli di altri animali, è infatti estremamente rara e lo stesso vale per il picacismo, già analizzato qualche puntata fa.

Anche l’obesità ha luogo meno di frequente ma quando si manifesta difficilmente è causata da problemi di tiroide, si può piuttosto attribuire ad un eccesso di quantità di cibi altamente gradevoli o alla noia. Ricordiamo che i gatti sono definiti “mangiatori opportunisti” ovvero consumano ogni genere di alimento che richieda il minor sforzo per procurarselo. A volte potrebbe mangiare tanto per competizione con altri animali presenti ma molto più spesso è un problema di sovra-alimentazione generale ossia tenderà a mangiare più cibo possibile ogni qualvolta ne ha la possibilità. Se il gatto chiede cibo noi lo accontentiamo, lui vede che funziona ed inizia a chiederne ancora, di più e più spesso, si entra così in un malsano circolo vizioso. La sua cura si basa semplicemente su una variazione dello stile di vita in modo che il gatto sia più attivo e di conseguenza appagato o in alternativa ponendo una maggior attenzione nel decurtare dosi di cibo e scegliendo un alimento di regime dietetico. È bene ricordare che un’alimentazione eccessiva e di bassa qualità può portare a malattie anche serie: malattie del fegato, problemi gastrointestinali, diabete, disturbi respiratori, dolori osteo-articolari dovuti al peso eccessivo.

I gatti, invece, soffrono più frequentemente di anoressia e questa condizione è davvero molto seria e pericolosa. Bisogna analizzare il problema e capire da cos’è causato, l’animale infatti potrebbe essere inappetente per una stomatite o in seguito ad un’infezione nel tratto respiratorio. Infatti, inizialmente, l’assunzione del cibo per un felino viene stimolata dall’odore e se i passaggi nasali sono ostruiti i gatti tendono a lasciar perdere. Nei casi più gravi invece le cause potrebbero essere legate a malattie renali, deficit immunitari o cancro.

Anche le condizioni ambientali potrebbero essere una delle cause, un cambio improvviso di cibo, l’uso di determinati farmaci o l’esposizione a sostanze tossiche. Va valutato anche eventualmente uno stato di stress e ansia, ad esempio un trasloco oppure l’inserimento di un nuovo animale in casa.

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Pubblicato da Cinzia Cavagna

Amo i libri e vivo in un piccolo zoo casalingo (14 cani, 5 gatti, 1 drago barbuto, 2 geche, 1 camaleonte, 2 tarantole). Unendo l’interesse, in particolare quella per i gatti, al mio amore per lo studio negli anni ho affinato gli approfondimenti inerenti al comportamento felino, un panorama in continua evoluzione che offre studi aperti e richiede costante aggiornamento, sperando di riuscire a trasmettere un po’ della mia passione anche tra le righe degli articoli, tramite “Gatta ci cova” , vorrei aiutarvi a scoprire di più su questo affascinante animale che vive in gran parte delle nostre case!