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Malga Castrin è “Malghissima!”

Manuel Nardelli, gestore di Malga Castrin, con la signora Eleonora

Ci sono posti che non ti aspetti. A volte solamente perché non li si cercano. Altre perché è difficoltoso immaginarli. Il posto di cui vi vogliamo raccontare in queste pagine è uno di questi. Si chiama Malga Castrin e sembra rubata ad un quadro di Giovanni Segantini. Ed invece si trova in Valle di Non, a venti minuti dalla strada che da Revò sale verso Provés e prosegue poi per la Val d’Ultimo e Lana. Sovrastante i dolci prati chiamati “Sous” che erano dedicati alla fienagione, è uno scenario unico, all’ombra del Monte Luco. Una meta rilassante per gli adulti, piccolo mondo da scoprire per i più piccoli tra verdeggianti pascoli a 1800 metri di altitudine, a monte del paese di Castelfondo. 

Ad accoglierci, troviamo Manuel Nardelli e sua moglie Eleonora, a cui fanno allegro contorno le piccole Angelica e Vittoria. Da quando hanno preso in gestione la struttura, nel 2019, i Nardelli l’hanno trasformata in un luogo accogliente che fa dell’agricoltura e dell’allevamento circolare la propria forza, ma pure il proprio vanto.

Malga Castrin è stata recentemente ristrutturata e si compone di due strutture: la stalla con il caseificio, quindi il ristorante e, al livello superiore, l’affittacamere. Impossibile non approfittare della cucina tipica, con le molte specialità fatte in casa: dalla carne (aziendale) alla brace ai piatti tipici della Val di Non. 

Inoltre, in malga è possibile trascorrere notti indimenticabili sotto lo spettacolo di un manto di stelle che altrove è impossibile ammirare. Chi vuole, può giungere in malga anche in bici o a cavallo. Manuel è perfettamente organizzato con ricariche per le bike elettriche e con il ricovero equino.

Tutto qui è sostenibile e si tratta di una percezione chiara che il cliente non manca mai di rilevare. Una sostenibilità non soltanto a parole che si concretizza anzitutto con la linea vacca-vitello, un tipo di allevamento speciale che può disporre di 800 ettari di pascoli incontaminati, che permettono agli animali una maggiore longevità, che si riflette sulla qualità del latte e, quindi, dei formaggi. Ma ad essere eccezionale è la carne che – proveniente dal bestiame che pascola allo stato brado in Malga Flavona e sul Monte Peller – rispetta alla perfezione la strategia “Farm to Fork”, promossa dalla Commissione UE con l’intento di ridurre al minimo l’impatto del sistema agroalimentare e della produzione sull’ambiente e sul clima. 

Insomma, tutto questo ad un tiro di schioppo da casa nostra, tra il parco Adamello Brenta e le Maddalene, con vista sul meraviglioso Gruppo del Brenta. Diversi sono gli itinerari alternativi che collegano questa malga e che conducono in numerose località del Trentino e dell’Alto Adige. In particolare, il lungo sentiero 133 (che parte dal Monte Luco e arriva nella Val di Rabbi), il sentiero 24 e 16 che portano ai Monti Cornicoletto e Cornicolo e il sentiero n° 8 che scende in Val D’Ultimo. Facilmente raggiungibili anche Malga Lauregno e Malga Cloz, Revò, Morona. Che dite, ce lo facciamo un giro lassù?

Le piccole Angelica e Vittoria, fedeli “aiutanti” di mamma e papà
INFO
Malga Castrin è l’unica della zona che offre la possibilità di pernottare con servizio di cena e colazione. La malga è aperta dal 1 giugno al 31 ottobre e fa servizio ristorazione durante il giorno. Per la cena è necessaria la prenotazione. 
Info: T. 0461.1636001 WhatsApp 328.7782407
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Pubblicato da Tina Ziglio

Concetta (Tina) Ziglio è nata sulle montagne in una notte di luna piena. Anziché ululare, scrive per diverse testate e recita in una sgangherata compagnia teatrale. Il suo ultimo libro è il discusso “Septizonium” (Aleppo Publishing, 2019).

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