Orchi e draghi: historie in Val di Fiemme

Il gigante Joch Grimm

Ispirato ad un racconto popolare fiemmese, questa vicenda dal gusto medievale si posiziona nel filone narrativo fantastico e nasce tra le porte dolomitiche del Corno Nero e di quello Bianco. Dagli appunti di viaggio degli argonauti Gary e Spike emergono dettagli ricchi di elementi terrificanti, edulcorati dalla vis comica dei protagonisti. Si scopre così che il paese di Daiano, oggi integrato nel comune di Ville di Fiemme, subisce gli attacchi periodici di un drago che, causa l’artrite non riesce più a volare come un tempo, sfogando la sua rabbia calpestando e sfasciando tutto. Per risolvere un grande problema ci vuole un grande alleato… dall’enorme appetito! Eh sì, perchè i due astuti canidi, salendo al Passo degli Oclini trovano Joch Grimm, un orco alto come un palazzo, che però se li vuole mangiare! Prefazione a cura di Mauro Neri.

Il Drago Basilisco (da Gary e la Mosa Caterina © Fulber 2002)

Il sano pantagruelismo di Rabelais

Draghi e orchi sono archetipi delle favole classiche, ma in questa storia mostrano tutti i loro difetti, facendo più ridere che spavento. “Qui non si trova male né infezione – scriveva il sarcastico François Rabelais verso la metà del Cinquecento, nel romanzo Gargantua e Pantagruele. – (…) Meglio di risa che di pianti scrivere, che rider soprattutto è cosa umana” – riferendosi al fare scanzonato di Pantagruele, colosso dotato come Joch Grimm, di forza immensa e appetito smisurato. 

Il Gigante Gargantua e il Drago. Illustrazione di Gustav Dorè

LA MOSA RISOLUTRICE DI DONNA CATERINA

Questo tradizionale piatto contadino è una crema rimestata con latte, grano saraceno, acqua e sale. Grazie ad essa e con la complicità del gigante Grimm, ghiotto della mosa di Donna Caterina, i nostri viaggiatori prendono per la gola e neutralizzano il Drago Basilisco. Non senza l’ausilio di una mosatrice, un apparato leonardesco semovibile che produce quantità draghesche dell’antico alimento.

Spike nella locanda di Donna Caterina
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Pubblicato da Fulber

Dal 1977 Fulvio Bernardini è autore di collane illustrate su cultura e identità con più di 170 opere editoriali, produzioni televisive per ragazzi, sigle animate e mostre di pittura nelle principali città europee. Riconoscimenti: 2008, Segnalazione Speciale per la Comunicazione Didattica alla 4° edizione del Premio Artigiano (MART-Rovereto) per la collana a fumetti “Pompiere Junior”. 2010, plauso delle più alte cariche dello Stato, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ufficio del presidente, Ministro dei Beni Culturali e Ministro della Gioventù per l’alto valore educativo della collana a fumetti “I Nuovi Amici”, promossa da Anffas Trentino Onlus. 2014, il dipinto “Criminal Heart” sul femminicidio è benedetto da Papa Francesco in Vaticano. 2017, Menzione Speciale in Campidoglio al Premio Letterario Nazionale “Salva la tua lingua locale” per l’opera “L’uomo del Mondo altro”. 2020, “Racconti Molecolari” è selezionato al VIII Premio di Divulgazione Scientifica Giancarlo Dosi 2020, tra i primi 70 su 510 opere in gara, e tra i primi dieci della sua categoria.

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