Pozzacchio: la storia in prima persona

Il forte e sullo sfondo Dosso Valmorbia di Vallarsa (ph. Carlo Baroni. Associazione Le sentinelle del Lagazuoi)

È uno di quei luoghi della storia che vale la pena  visitare. Non solo per quanti hanno un interesse conclamato per le tracce degli avvenimenti del passato che il nostro territorio offre, ma anche per quanti amano un tipo di escursionismo alternativo. Ma di che cosa si tratta? 

Forte Pozzacchio è un’imponente fortificazione della Vallagarina, totalmente scavata nella roccia e strutturata su tre livelli con stanze, ampi ricoveri sotterranei, numerosi locali di servizio, scale di collegamento, postazioni di artiglieria. 

Realizzato dai reparti austriaci ai primi del Novecento (1909), è stato progettato come baluardo difensivo contro la possibile avanzata italiana. È interessante scoprire che fu oggetto di contesa tra i due schieramenti, in quanto fungeva da eccezionale fondamento per il controllo strategico del territorio. È considerata un’opera d’avanguardia, in quanto le tecniche di costruzione messe in atto andavano ad anticipare il concetto di bunker, che vedeva la luce nella Seconda Guerra Mondiale. 

Per la sua valenza storica, Forte Pozzacchio è stato sottoposto ad una importante azione di recupero, che ha portato all’inserimento di  nuove strutture trattate con una vernice protettiva al minio, con l’effetto di riuscire visivamente impattante, grazie all’intensa colorazione arancione. Dal punto di vista paesaggistico, il panorama più spettacolare si può osservare dalle classiche feritoie; davanti agli occhi si può ammirare tutta la Vallarsa, ma non solo. Si possono vedere anche le Valli del Leno, il Pasubio, le Piccole Dolomiti, il Passo Buole e il Monte Zugna. 

Come si arriva a Forte Pozzacchio? Attraverso due modalità di percorrenza. Una possibilità è quella di giungere all’abitato di Pozzacchio e dirigersi ad un parcheggio nei pressi del Forte. Lasciata qui la macchina, si percorre a piedi un breve tratto (circa quindici minuti) e si arriva a destinazione. L’altra possibilità è quella della Vallarsa, percorrendo il sentiero che da Valmorbia sale direttamente al Forte. Questo percorso richiede circa quaranta minuti di cammino. Un’attenzione particolare è raccomandata sull’abbigliamento idoneo a questo tipo di visita culturale: considerato infatti lo sbalzo termico tra la temperatura esterna e quella interna del Forte, si consiglia una giacca a vento o qualcosa di pesante per tollerare meglio l’escursione tra fuori e dentro. 

Una grande iniziativa consiste nella possibilità di effettuare visite guidate, durante le domeniche di apertura, o su prenotazione per gruppi superiori alle 10 persone in altre giornate contattando direttamente l’organizzazione. 

Info

Orari, mappe, ingressi e quant’altro, basta rivolgersi a info@fortepozzacchio.it o consultare il sito www.fortepozzacchio.it. Tel. 345.1267009 (anche Whatsapp).

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Pubblicato da Tiziana Tomasini

Nata a Trento ma con radici che sanno di Carso e di mare. Una laurea in materie letterarie e la professione di insegnante alla scuola secondaria di primo grado. Oltre ai grandi della letteratura, cerca di trasmettere agli studenti il piacere della lettura. Giornalista pubblicista con la passione della scrittura, adora fare interviste, parlare delle sue esperienze e raccontare tutto quello che c’è intorno. Tre figli più che adolescenti le rendono la vita a volte impossibile, a volte estremamente divertente, senza mezze misure. Dipendente dalla sensazione euforica rilasciata dalle endorfine, ha la mania dello sport, con marcata predilezione per nuoto, corsa e palestra. Vorrebbe fare di più, ma le manca il tempo.