Rebel Rootz, appuntamento in modalità virtuale

Una possibile via di fuga: a proporla i Rebel Rootz. La reggae band di Trento, una delle formazioni più amate e seguite della scena regionale, si affida alla realtà virtuale. I Rebel saranno infatti i protagonisti di un vero e proprio evento previsto per il 17 marzo alle 21.30, che si potrà vivere solo in una dimensione legata al 3D. Tutto nasce da un progetto della Edg Spettacoli che punta sulla realtà virtuale per dare al pubblico la possibilità di fruire di eventi immersi in questo contesto. Si parla quindi di un contenuto video, dalla durata di circa un’ora, girato con telecamere a 360°, che viene poi guardato con un apposito visore che si può acquistare sul sito https://bit.ly/LiveVRrebelrootz. Di questo appuntamento virtuale e del mondo dei Rebel Rootz abbiamo parlato con Massimo Fontanari, voce della band che completa la sua line up con Loris Dallago, batteria, Carlo Villotti, chitarra, Francesco Dallago, basso, e Pietro Toniolli alle tastiere.

Massimo, che effetto vi fa calarvi nella realtà virtuale?

Per noi è una cosa del tutto inedita, diversa dal solito: è la prima volta che proviamo questo tipo di realtà e devo dire che è molto interessante. In un momento come questo, dove esibirsi è diventato impossibile, pensiamo sia una buona occasione per sperimentarsi in nuove sfide, ma sicuramente non sostitutiva ai live veri e propri.

Chi vi ha coinvolti in questo progetto?

Dobbiamo ringraziare Enzo Di Gregorio con la sua Edg spettacoli. Alcuni mesi fa Enzo ci ha proposto questo suo progetto e in pochissimo tempo è riuscito a concretizzare il tutto e a farci entusiasmare di questa idea così particolare.

Cosa puoi anticipare ai lettori di Trentinomese di questo video in 3D?

Sarà la festa dei primi dieci anni di Rebel Rootz: volevamo celebrare questo traguardo con un tour ma purtroppo come tutti ben sanno non sarà possibile e allora entreremo noi nelle case di chi ci vorrà accogliere. Il video ripercorrerà questi anni alternando a brani suonati dei tre dischi dei Rebel anche alla ricerca dei posti che hanno segnato questi primi dieci anni. Non ti nascondo che in questi giorni stiamo girando le scene e tornare in alcuni posti ci sta dando molte emozioni.

Il momento più emozionante, magari il luogo, che hai vissuto durante la registrazione.

Devo dire che per ora il luogo che mi ha dato più emozioni è stato tornare nella nostra vecchia sala prove , erano cinque anni che non si tornava ed è stato per tutti toccante… abbiamo ritrovato oggetti e strumenti ma non vi racconto nulla, vi aspetto virtualmente.

Che effetto ti ha fatto vedere in anteprima questo video con il visore 3D?

Il risultato è sopra le aspettative, sembra proprio di essere li con noi, ma non si può spiegare…bisogna provare per credere. È un modo di vivere la musica davvero immersivo, particolare…appunto anche difficile da raccontare con le parole.

Per assistere all’evento avete studiato un ticket particolare…

Sì, insieme ad Edg abbiamo pensato di legare questo progetto anche ad un modo inedito di usufruire dell’evento. Per chi acquista il biglietto nel pacchetto sono compresi il visore (che resta di proprietà dell’acquirente) e un pass personalizzato con un qr code che darà l’accesso all’evento il 17 marzo dalle 21.30. Il video sarà disponibile per 24 ore per dare la possibilità a tutti di poterlo guardare”.

Un’operazione legata alla virtual reality ma per lanciarla vi siete impegnati, intorno alla metà di febbraio, in un particolare porta a porta portando direttamente ai vostri fan i visori.

Questa è stata una parte che mi ricorderò per sempre. In un momento cosi particolare vedere da vicino, mantenendo le distanze, le persone che hanno comprato il biglietto è stato bellissimo. Il nostro pubblico devo dire che è proprio fatto di bella gente, ci mancava molto.

Quanto vi mancano le emozioni on stage?

Per noi il palco è la cosa fondamentale, non c’è musica senza live. È difficile e ci manca molto, il contatto con la gente, il sudore, le urla, la sinergia che si crea tra pubblico e band quando si è su un palco è qualcosa di indescrivibile. Non mi stancherò mai di dirlo, per noi è l’ossigeno.

In quale modo sta prendendo forma il vostro nuovo album?

È partito tutto dal lockdown della scorsa primavera, ore e ore di videochiamate per poi concretizzarle una volta rivisti in sala prove. Posso dire che la fase di registrazione sta prendendo forma in un nuovo studio e non a Trento, ma per ora non posso rivelare altro. L’idea comunque è quella di uscire con una serie di singoli nei prossimi mesi che poi daranno forma alla tracklist del disco.

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Pubblicato da Fabio De Santi

Classe 1967, si nutre fin da ragazzo di musica e passione per la scrittura con particolare dedizione alle pagine di Vonnegut, Dagerman e Cèline. Scrive dalla metà degli anni '90 per il quotidiano l'Adige e da tempo quasi immemore collabora con Trentinomese. Frequenta le onde radio dagli anni '80 con diversi programmi fra cui quelli proposti su Radio Rai Regionale dove da spazio alla scena musicale trentina cosi come accade sulle pagine del nostro mensile.