Saranno i Radiodervish ad aprire “I Suoni delle Dolomiti”

Radiodervish

Sarà l’omaggio a Franco Battiato dei Radiodervish ad aprire, il 22 agosto, la ventisettesima edizione del Festival I Suoni delle Dolomiti. Un mese di appuntamenti, in alcuni degli scenari più suggestivi delle Dolomiti trentine, raggiunti a piedi dal pubblico e dai musicisti che qui si esibiscono in concerti che spaziano dalla musica classica al jazz, dalla world music alla canzone d’autore. Lunedì 22 agosto, alle 12, a Malga Tassulla in val Nana, ai piedi del Monte Peller nelle Dolomiti di Brenta il festival apre le sue porte con il concerto-tributo al cantautore siciliano dei Radiodervish. Tra i più affermati progetti di world music italiana, il gruppo pugliese, nato nel 1997 e guidato dalla voce di Nabil Salameh. ha intrecciato nella lunga e attiva carriera molte importanti collaborazioni nazionali ed internazionali, cantando l’incontro di culture e fra culture. Il 24 in località Camp Centener sulle Dolomiti di Brenta, le note saranno quelle della cantautrice sudafricana dall’anima blues Alice Phoebe Lou. Un artista che si è messa in luce a Berlino fino ad arrivare alla candidatura agli Oscar di She, come miglior canzone originale del film “Bombshell: The Hedy Lamarr Story”. Artista indipendente si fa ben presto notare nei Festival di tutto il mondo e nel 2016 viene nominata miglior artista femminile dalla critica tedesca. Alice Phoebe Lou ha pubblicato a inizio dicembre 2021 il suo ultimo album Child’s Play, che segue il terzo album “Glow” del 2019. Saranno i musicisti dell’Amsterdam Sinfonietta ad esibirsi il 26 luglio con le sonorità della miglior orchestra d’archi da camera dei Paesi Bassi. L’Amsterdam Sinfonietta è composta da ventidue elementi, sotto la guida del direttore artistico Candida Thompson, propone l’originale cifra stilistica di eseguire per il pubblico i grandi classici attraverso moderne riletture. Per il concerto che sale attraverso le installazioni artistiche di LandArt, valore aggiunto dell’appuntamento, Amsterdam Sinfonietta suona musiche di Maurice Ravel, Joseph Kosma, Ludwig van Beethoven, Ralph Vaughan Williams in originali arrangiamenti. Per questa peculiarità di arricchire il proprio repertorio spaziando dai classici a opere di nuova commissione, legando tradizione e innovazione, l’orchestra è invitata sui palchi più prestigiosi di tutto il mondo.

Marco Paolini

È Marco Paolini accompagnato nel ricordo di Luigi Meneghello a segnare l’appuntamento con l’Alba delle Dolomiti del 29 alle 6.30 del mattino a Prà Martin in Val di Fassa. Niente retorica, niente superfluo, solo un momento di verità, sono anche gli ingredienti del progetto speciale per l’Alba delle Dolomiti di Marco Paolini. Dalle pagine del libro “Piccoli maestri”, prendono vita frammenti di vite vissute, come quella del giovane studente vicentino salito in montagna per fare il partigiano seguendo l’esempio di Antonio Giuriolo, professore senza cattedra. “Un racconto di resistenza senza retorica e personale – dice Paolini – che sa parlare ad ogni generazione”. La dedica di Paolini in vista di incontrare il pubblico alle prime luci del sorgere del giorno è rivolta dall’attore soprattutto “ai giovani, quelli che lo vorranno ascoltare”.
A chiudere il mese di luglio dei Suoni il concerto del 31 ai prati Col, Pale di San Martino, saranno le voci degli Accent, il progetto musicale che fa del jazz e del canto a cappella il proprio punto distintivo. Un unico strumento, quello della voce naturale, grazie al quale questi sei artisti si sono conosciuti attraverso il web. Il gruppo si ispira ai Take 6 e Hi-Lo’s, e si fa forte del risultato di miscela delle voci e degli originali arrangiamenti.
La peculiarità di questo progetto musicale ha permesso di essere apprezzati sia dal mondo del canto a cappella, sia da grandi musicisti come Ala Paul dei Manhattan Transfer, che li considera fra i migliori gruppi vocali in circolazione.

Accent
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Pubblicato da Fabio De Santi

Classe 1967, si nutre fin da ragazzo di musica e passione per la scrittura con particolare dedizione alle pagine di Vonnegut, Dagerman e Cèline. Scrive dalla metà degli anni '90 per il quotidiano l'Adige e da tempo quasi immemore collabora con Trentinomese. Frequenta le onde radio dagli anni '80 con diversi programmi fra cui quelli proposti su Radio Rai Regionale dove da spazio alla scena musicale trentina cosi come accade sulle pagine del nostro mensile.