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Tra Beatrice Maffei e Carlo Belli un epistolario d’altri tempi

“Mia secolare amica! Dimmi tu quanta gente si scrive, come noi ci scriviamo, e da così gran tempo, in un’epoca nella quale perfino le comunicazioni telegrafiche sembrano lente. Non alludo allo stato miserando delle nostre Poste Repubblicane, ma proprio al triste decadimento del genere epistolare, segno non ultimo del decadimento etico generale.”

Corre l’anno 1978 e questa è una delle centinaia di lettere scritte tra il roveretano Carlo Belli (1903 – Roma, 1991), artista, architetto, teorico dell’arte astratta con il libro “KN” (1935) e la concittadina Beatrice Maffei (Rovereto, 1901-1985). Un epistolario d’altri tempi, durato dal 1925 al 1985, testimone non solo della vita culturale e artistica trentina ed italiana, ma anche silenziosa presenza di un’amicizia durata ben sessantacinque anni.

Carlo Belli (1903-1991)

Il carteggio, attraverso i pensieri dei nostri protagonisti espressi sulla carta, ripercorre la storia culturale e sociale del Trentino e dell’Italia; dall’effervescenza intellettuale e artistica degli anni venti del Novecento, ai cambiamenti nell’assetto politico e sociale derivati dall’ascesa del fascismo, fino alla conclusione del conflitto mondiale, con gli inevitabili stravolgimenti ideologici, culturali ed artistici protrattisi fino agli anni ’80. Gli argomenti vanno dalla musica alla cultura all’arte all’archeologia e alla politica, e si può seguire il percorso e l’evoluzione dei loro pensieri attraverso le vicende personali e storiche che sono espresse con sincerità e stile spontaneo. E, direi, con profondo acume. Basti pensare ad un giudizio dato da Beatrice Maffei – 18 marzo 1963 – sulla situazione socio-economica del basso Trentino, quanto mai veritiera: qui a Rovereto non senti parlare che di terreni, di dighe, di strade, di posti e si assiste alla calata dei montanari alla ricerca del posto in fabbrica, perché la fabbrica e lo stipendio col carovita e l’utilitaria sono il credo di democristiani e comunisti alla stessa tetra maniera; su per giù non si devia dallo spoglio ideale del benessere materiale, non sognando neppure altre possibilità. Che dire? Sembra oggi…

Dalle lettere emergono le vivide ed appassionate personalità di Belli e Maffei: un intreccio nutrito dall’affetto e dal desiderio di conoscenza e comprensione di se stessi e del mondo circostante, un rapporto nato fin da giovani assieme agli amici Fausto Melotti, Renzo Costa, Gino Pollini, Beniamino Condini.

Insomma, il tutto è stato raccolto e organizzato in un volume (edito dalle edizioni d’arte Dusatti e curato da Ludmila Vesely Leonardi) che ha coinvolto ed entusiasmato i depositari degli archivi sia pubblici che privati. Le lettere di Carlo Belli si trovano nell’archivio di casa Leonardi a Rovereto, mentre le lettere di Beatrice Maffei sono conservate nell’Archivio del ’900 del MART di Rovereto, fatta eccezione per le numero V, XII, XIII, XXIII, XXVI, XXVII LXXXIII, XCIV che si trovano presso la Fondazione Museo Civico di Rovereto.

Carlo Belli con Tanino De Santis a Metaponto, 1962 (Mart)
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Pubblicato da Fiorenzo Degasperi

Fiorenzo Degasperi vive e lavora a Borgo Sacco, sulle rive del fiume Adige. Fin da piccolo è stato catturato dalla “curiosità” e dal demone della lettura, che l’hanno spinto a viaggiare per valli, villaggi e continenti alla ricerca di luoghi che abbiano per lui un senso: bastano un graffito, un volto, una scultura o un tempio per catapultarlo in paesi dietro casa oppure in deserti, foreste e architetture esotiche. I suoi cammini attraversano l’arte, il paesaggio mitologico e la geografia sacra con un unico obiettivo: raccontare ciò che vede e sente tentando di ricucire lo strappo tra uomo e natura, tra terra e cielo, immergendosi nel folklore, nei miti e nelle leggende. fiorenzo.degasperi4@gmail.com

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