Tre mesi di vacanza? 

Jovanotti mangia del glicine (!) su TikTok

Forse non sarà stato il più grande spettacolo dopo il Big Bang, ma come scivolone non è stato niente male. “L’estate è la vera grande invenzione dell’Italia, tre mesi di vacanza da scuola non ce li ha nessuno nel mondo”, ha dichiarato Jovanotti, il ragazzo fortunato, ospite ad un noto format televisivo. E ritorna alla ribalta lo stereotipo numero uno del mondo della scuola, il falso mito che si tramanda dalla notte dei tempi, neanche fosse l’ombelico del mondo. Affiancato da una storica serie di maldicenze sulla categoria degli insegnanti che non finisce mai di salire alla ribalta e che ha quasi del ridicolo, a pensarci bene: siamo una classe di privilegiati, che lavora solo 18 ore in settimana e ha a disposizione moltissimo tempo libero. Insomma, andare a scuola equivale a un ciao mamma, guarda come mi diverto! 

Pochi – tra i non addetti ai lavori – considerano che la professione docente si spinge ben oltre l’orario, con la preparazione delle lezioni, le correzioni, la formazione professionale obbligatoria. Una bella storia, appesantita negli anni pandemici da un carico informatico non indifferente. Di certo si può dire che “non m’annoio”. E le valanghe di mail che arrivano, anche da parte degli alunni, a qualsiasi ora del giorno e della notte? Siamo sempre a disposizione e pronti a risolvere dubbi, problemi e perplessità.  Altro che un semplice gimme five… 

È pur vero che lui è quello che canta io penso positivo, ma non gliel’ha detto nessuno che gli insegnanti lavorano anche dopo il suono dell’ultimo campanello? Ha una vaga idea di chi svolga gli esami di stato al termine del primo e del secondo ciclo di istruzione, con settimane di temi, correzioni, orali, scrutini e riunioni collegiali che arrivano a luglio? Forse qualche ragazza magica, mentre i docenti sono sotto l’ombrellone. Ha forse idea degli adempimenti di fine anno da espletare? Un consuntivo burocratico non indifferente, che richiede ben più di un chiaro di luna… altro che notte dei desideri!  

Con tutto l’amore che ho per le sue canzoni e per la sua attività di cantante anche impegnato su tanti aspetti e tante dinamiche sociali, inviterei Jovanotti a informarsi bene sulla tipologia e sulle dinamiche di questa professione dalla quale non si stacca strisciando il cartellino. Di sicuro ripartirebbe per Capo Horn, se solo mettesse il naso nell’universo scuola, costellato di responsabilità ed impegni.  

E vogliamo parlare del personale ATA, che nei mesi estivi si trova impegnato a espletare pesanti attività di riordino e di pulizia generale? Vorrebbero dire anche loro ti porto via con me, ma invece restano tra aule e corridoi cercando disperatamente un giro d’aria… loro sì che hanno l’estate addosso

Forse Jova è rimasto ancorato al concetto della scuola come una tribù che balla, metafora danzante di un mondo che secondo lui chiude i battenti ai primi di giugno. Un mondo che tutti si arrogano il diritto di conoscere pur guardandolo solo da fuori, neanche fosse una serenata rap. Ma siamo certi che arriverà, prima o poi, un raggio di sole a illuminare i ragionamenti stereotipati sulla scuola, perché, nonostante tutto, mi fido di te. E soprattutto perché con le tasche piene di sassi si fa fatica a camminare.

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Pubblicato da Tiziana Tomasini

Nata a Trento ma con radici che sanno di Carso e di mare. Una laurea in materie letterarie e la professione di insegnante alla scuola secondaria di primo grado. Oltre ai grandi della letteratura, cerca di trasmettere agli studenti il piacere della lettura. Giornalista pubblicista con la passione della scrittura, adora fare interviste, parlare delle sue esperienze e raccontare tutto quello che c’è intorno. Tre figli più che adolescenti le rendono la vita a volte impossibile, a volte estremamente divertente, senza mezze misure. Dipendente dalla sensazione euforica rilasciata dalle endorfine, ha la mania dello sport, con marcata predilezione per nuoto, corsa e palestra. Vorrebbe fare di più, ma le manca il tempo.