Uno scherzo di grande valore

Le banconote da zero euro esistono in tantissime versioni: possono ritrarre il volto di Albert Einstein che fa la linguaccia, gli azzurri del calcio campioni d’Europa, i sanitari eroi nella lotta contro il covid-19, papa Wojtyla, Cristoforo Colombo, il Gran Premio di Monza, la mappa del Lago di Garda, Bud Spencer e Terence Hill, Winston Churchill, la Monna Lisa, Galileo Galilei, decine di monumenti di tutta Europa, le Dolomiti, persino la faccia di Karl Marx. L’idea della banconota da zero euro viene nel 2017 ad un imprenditore francese, Richard Faille, che le immagina come souvenir da vendere nelle edicole. Il successo tra i collezionisti è enorme, al punto che nel 2018 la Banca Centrale Europea inizia a farne stampare alcune serie in edizione limitata come se fossero autentiche, con tanto di filigrana, ritraendovi le immagini suggerite dai territori che vogliono celebrare qualche loro icona. Ma perché tutto questo sforzo per realizzare banconote che sono prive di valore? A questa domanda c’è una risposta prevedibile: per quanto la dicitura reciti “zero euro” queste banconote hanno un valore economico come souvenir, come oggetto da collezione. La banconota dichiara di valere “zero euro”, ma in realtà vale tanto quanto il compratore o il collezionista è disposto a pagarla. Ma aggiungiamo a questa spiegazione da manuale d’economia una piccola ipotesi: fin dalla sua nascita l’euro è stato accusato d’essere una moneta fredda, austera. E pure su questo ci sarebbe da discutere: il fatto che quasi tutta Europa abbia in tasca la stessa moneta dopo che per secoli in nome del soldo gli europei si sono fatti le guerre, dovrebbe regalarci qualche emozione positiva. Però non c’è dubbio che tutti traiamo piacere nel riconoscere le effigi di qualcosa di caro, intimo e significativo. È un modo per riconoscere un retroterra culturale condiviso: tutta Europa si è stretta attorno agli eroi della lotta al covid, tutti riconosciamo la sensazione festosa che regala il volto del campione dello sport, qualcuno può divertirsi nel vedere su una banconota il volto del filosofo dell’anti-capitalismo Karl Marx. Le banconote da zero euro non sono solo uno scherzo “d’autore”, ma anche il tentativo di dare spirito e storia all’austero euro che teniamo in tasca. Incorniciate ed appese alla parete di casa, le banconote da zero euro ci ricordano che siamo europei e c’è una storia comune che ci coinvolge tutti.

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Pubblicato da Fabio Peterlongo

Nato nel 1987, dal 2012 è giornalista pubblicista. Nel 2013 si laurea in Filosofia all'Università di Trento con una tesi sull'ecologismo sociale americano. Oltre alla scrittura giornalistica, la sua grande passione è la scrittura narrativa. È conduttore radiofonico e dal 2014 fa parte della squadra di Radio Dolomiti. Cronista per il quotidiano Trentino dal 2016, collabora con Trentinomese dal 2017 Nutre particolare interesse verso il giornalismo politico e i temi della sostenibilità ambientale. Appassionato lettore di saggi storici sul Risorgimento e delle opere di Italo Calvino.