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Video tutorial sui social? Per molti, ma non per tutti

Chissà quante volte vi è successo. Di galleggiare – più che di navigare – pigramente sui social a curiosare. E di imbattervi in quelle pagine di video tutorial in cui si va a spiegare come fare qualcosa. Uno dei più noti è sicuramente quello della “lei” che prepara da mangiare. Di età indecifrabile, capello corto e braccia solide, quasi nerborute. Insomma questa donna-fenomeno della porta accanto crea piatti apparentemente semplici e dal nulla compone sformati, crostate, timballi e diavolerie varie. Ma quello che inquieta la mediocre casalinga che alberga in molti di noi, è il set nel quale la cuoca provetta agisce. Cucina immacolata e, per di più, piano di lavoro senza una virgola fuori posto. Ma possibile?! Io che per fare due cotolette butto farina ovunque e mi faccio lo scrub di uova e pangrattato! E vogliamo forse parlare del fatto che impasta tutto a mano? Ma dove sono finiti gli impastatori che troneggiano (a volte più come soprammobili) nelle nostre cucine tecnologiche? Che fine hanno fatto i “bimby”, alias macchine infernali che reputavamo indispensabili quanto insostituibili? Questa “cucinomane” evidentemente li ha rottamati, per uno stile più rustico e artigianale.
Altro personaggio che spopola sui social è quello della donna che presenta il famigerato “fai da te”. Il soggetto in questione agisce perlopiù in anonimato, in quanto di lei si scorgono solo le mani. Mani che sono strumenti di una macchina da guerra. Sì, perché anche in questo caso, tutto sembra facile. Creare oggettini personalizzati? Si fa in un attimo. Prendi un vecchio jeans, tagli e sovrapponi una stoffa. Fino qui, tutto normale. Disegni delle forme e via con la macchina da cucire, che naturalmente hai lì a fianco. Poi applichi decorazioni con la colla a caldo grazie ad una specie di pistola, altro strumento che hai sempre con te, a portata di mano. Quindi rigiri, imbottisci, fai fori per il filo, metti perline e il primo è pronto. Considerando che l’unico ingrediente presente in casa è il vecchio jeans, lascio perdere. Ma chi ha tutta questa attrezzatura, così su due piedi? O sono un mago del bricolage, pronto a sfoderarti lì sul piatto una sorta di laboratorio artigianale, o sono finito. E allora, un pochino in colpa ma neanche troppo vado al bazar sotto casa. E dato che ci sono, mi concedo pure il timballo. Da asporto naturalmente.

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Pubblicato da Tiziana Tomasini

Nata a Trento ma con radici che sanno di Carso e di mare. Una laurea in materie letterarie e la professione di insegnante alla scuola secondaria di primo grado. Oltre ai grandi della letteratura, cerca di trasmettere agli studenti il piacere della lettura. Giornalista pubblicista con la passione della scrittura, adora fare interviste, parlare delle sue esperienze e raccontare tutto quello che c’è intorno. Tre figli più che adolescenti le rendono la vita a volte impossibile, a volte estremamente divertente, senza mezze misure. Dipendente dalla sensazione euforica rilasciata dalle endorfine, ha la mania dello sport, con marcata predilezione per nuoto, corsa e palestra. Vorrebbe fare di più, ma le manca il tempo.

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