Wuhan Wuhan > “Ippopotamo”

Sono due i singoli lanciati fino ad oggi, “Otto mani” e “Ippopotamo”, dal supergruppo degli Wuhan Wuhan. Dietro questa sigla c’è il progetto creato da Lorenzo Sighel, voce, sax contralto e soprano, Michele Bazzanella, basso e campionamenti, Carlo Nardi, chitarra, sax tenore, synth e campionamenti, Maurizio Brugnara, tastiere e Stefano Malchiodi, batteria e percussioni. Il loro manifesto sonoro programmatico è chiaro: “I Wuhan Wuhan nascono come conseguenza di uno sconveniente assembramento di menti filo-proletarie, disilluse e ostili al sistema, propense al sovvertimento e all’insubordinazione, ma troppo educate per tradurre le proprie paturnie rivoluzionarie in concrete azioni di guerriglia urbana”. Come alternativa, la lotta si sposta sul fronte sonoro, la rabbia si sfoga con parole più taglienti di una falce e con un funk più martellante di un maglio. “Così, ancora una volta – dicono loro – non avremo la rivoluzione, ma forse si alimenterà un po’ la voglia di una scelta, di un’opzione, di una possibilità”. 

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Pubblicato da Fabio De Santi

Classe 1967, si nutre fin da ragazzo di musica e passione per la scrittura con particolare dedizione alle pagine di Vonnegut, Dagerman e Cèline. Scrive dalla metà degli anni '90 per il quotidiano l'Adige e da tempo quasi immemore collabora con Trentinomese. Frequenta le onde radio dagli anni '80 con diversi programmi fra cui quelli proposti su Radio Rai Regionale dove da spazio alla scena musicale trentina cosi come accade sulle pagine del nostro mensile.