Commentare o guardare?

Che differenza c’è tra social media e social network? Ascoltando un podcast mi sono reso conto, che non lo sapevo. Ho capito poi, che questa diversità può darci l’idea del tempo che viviamo, ovvero la differenza tra ascoltare e mettere cappello su tutto lo scibile umano o, invece, ascoltare e condividere contenuti. Essere quindi, per esempio, Barbero o ascoltare Barbero.

Facciamo un piccolo, ma piccolo, passo indietro.

I social network nascono con un’idea molto precisa: mettere in relazione le persone, farle quindi interagire. Questo mondo, lo sappiamo benissimo, è costellato di commenti, discussioni, polemiche, opinioni non richieste e l’immancabile Genio del Bar che ci spiega la geopolitica mondiale sotto la foto di un gatto. La piazza del paese, però col WiFi…

Eccolo allora, per esempio il nostro Facebook, pieno zeppo di foto di calciatori del passato e sotto la frase “chi indovina chi è?” o le ricette di Mary cucciolotta sull’ananas da mettere sulla pizza, ma stagionato bene. Qui il contenuto è spesso il pretesto: la vera materia prima sono le relazioni e le conversazioni e, talvolta, anche le litigate, che nel mondo digitale sembrano crescere spontaneamente come i finferli in Lagorai, dopo la pioggia. I social media, invece, sono una televisione evoluta. L’utente guarda, scorre, ascolta. Il verbo dominante diventa consumare contenuti. Meno discussione, più visione. 

Creator, aziende o utenti particolarmente ispirati, ci spiegano la differenza tra Canva e PowerPoint, in attesa di un bel like premuto con la stessa intensità emotiva con cui si schiaccia il pulsante dell’ascensore.

Conoscete per caso YouTube o TikTok? 

Sono posti nei quali la dinamica principale è guardare video, intrattenersi, imparare qualcosa o perdere tempo con grande dignità digitale. I commenti esistono, certo, ma spesso sono un contorno, come il prezzemolo sul piatto. Nel social network, il commento è il piatto principale.

Nei social media la convivenza digitale è più silenziosa: un po’ come stare su un treno: tutti guardano il telefono e nessuno commenta la vita degli altri (almeno ad alta voce).

Ma… la realtà è che la differenza oggi è più sfumata: molte piattaforme fanno entrambe le cose. Instagram, per esempio, è un ibrido curioso: metà vetrina di contenuti, metà salotto dove qualcuno prima o poi commenterà comunque.

Forse, questo spiega anche perché alcuni preferiscono guardare video per mezz’ora piuttosto che leggere cento commenti sotto un post. 

Perché l’umanità è affascinante. Ma a piccole dosi. 

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Pubblicato da Francesco Bindi

Francesco Bindi è formatore e divulgatore informatico, dal 1995. Lavora con scuole di vario ordine e grado, enti pubblici, aziende. Nel suo canale YouTube WEBindi, propone interviste a personalità di vario genere, sul loro utilizzo del web. Le stesse son o sulla pagina Facebook omonima.