Se il cucciolo arriva d’inverno

È uno dei periodi dell’anno in cui l’arrivo di un cucciolo tra le mura domestiche è piuttosto frequente. Tuttavia, l’inverno può nascondere alcune insidie correlate allo sviluppo del comportamento e allo stato di salute. In merito al comportamento, il pericolo riguarderà la ridotta sottoposizione agli stimoli ambientali, causa il freddo pungente nonché le ridotte ore di luce. Tutto ciò potrà penalizzare una corretta esposizione al mondo umano, limitando così le esperienze conoscitive animate e inanimate; sarà, quindi, opportuno compiere uno sforzo supplettivo, abituando il nuovo amico a rumori, immagini in movimento, persone, ambienti chiusi e aperti, nonché altri cuccioli della medesima età. Inoltre, sempre per ragioni climatiche, l’intera famiglia tenderà a rimanere il più possibile in casa, rendendo arduo abituare il nuovo arrivato a momenti di solitudine progressiva. Gli effetti di tutto ciò potranno rivelarsi nei mesi successivi all’accoglienza e andranno a manifestarsi in timori del mondo e nell’evidente difficoltà di accettare anche le ore casalinghe di attesa. Ancora, le passeggiate di breve durata potranno creare un’alterazione del rapporto tra energia assimilata e forza profusa, rendendo il nostro amico iper reattivo nelle interazioni con la stessa famiglia. Per evitare tutto ciò, si dovranno prevedere protocolli riferiti al coinvolgimento cerebrale, tramite esercizi di educazione di base, rilascio della pappa quotidiana per mezzo di “giochi di gomma” votati alla masticazione, e strumenti volti alla risoluzione di problemi pratici. Relativamente alla salute, le patologie più frequenti saranno correlate al freddo e alla neve, con sintomi che potranno andare da tonsilliti a dissenteria e persino a febbre. Meglio, quindi, dotare il nuovo arrivato di cappottini termici, o perlomeno garantire una pronta asciugatura ad ogni ritorno a casa. Anche specifiche creme di zinco diventeranno utili per proteggere i polpastrelli da tagli o screpolature dovuti al ghiaccio, e tra i farmaci da tenere sempre a disposizione vi saranno fermenti lattici e sciroppi anti infiammatori per gola e bronchi. Se saremo stati attenti e costanti, il piacere di averlo tra di noi diventerà garanzia di benessere e condivisione e, giunta la primavera, nessun problema di gestione comparirà all’orizzonte.

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Pubblicato da Stefano Margheri

Mi hanno detto, e penso di ricordarlo, che da piccolo mi perdevo nella fattoria in miniatura, fatta di animali di diverse specie che sostituivano i tipici soldatini dell’epoca. Probabilmente, in qualche parte della memoria, questa passione si è trasformata in qualcosa di reale e a distanza di molti anni mi ritrovo ad ammirare, con lo stupore di un bambino, ogni espressione del comportamento animale. In particolare, i cani sono diventati la mia vita, oggi persino una professione, prima affiancata alla laurea in giurisprudenza e poi fatta prevalere su quest’ultima. Le qualifiche e i titoli acquisiti nei decenni mi hanno insegnato l’importanza di non smettere di imparare, coniugando la pratica dell’addestramento con il piacere curioso della conoscenza teorica. Scrivendo e descrivendo i cani, cerco di trasmettere quello che giornalmente loro stessi mi insegnano.