Dove tradizione vuol dire identità

Una personalità, un’originalità, un’aderenza quasi ortodossa alla tradizione: tutto questo tra le due sponde della Val di Cembra, ai piedi del Dureriano Castelsegonzano. Luoghi come la Cantina Barone a Prato sono capaci  – grazie alla propria produzione vinicola – di riconciliare presente e passato, modernità e quanto l’ha generata attraverso i secoli. Prima che dei vini, che qui Paolo a Prato pensa produce e commercializza, è da questi concetti che ci lasciamo avvincere, giusto il tempo per una breve intervista ed una studiata degustazione. Siamo nei locali della cantina, dove Paolo ci racconta che fu il suo bisnonno, alla fine dell’Ottocento, l’enologo Giovanni Napoleone a Prato, dopo gli studi compiuti a Dresda, Vienna e Klosterneuburg ed essersi specializzato nei vigneti francesi, spagnoli, della Tunisia e Sicilia, ad introdurre a Segonzano il Pinot Nero e il Cabernet. Viticoltura eroica quella, certo, che però ha dato i suoi frutti. Eccoli, quei frutti, qui davanti a noi, cinque ettari di vigneti che Paolo, enotecnico diplomato all’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, cura personalmente con uno stile quanto mai personale, nel rispetto della sostenibilità.

Paolo a Prato e Patrizia Filippi

“Negli anni Ottanta avevamo lo Chardonnay che veniva chiamato ancora Pinot Giallo e andava di gran moda”, racconta Paolo, mentre ammiriamo i volti a botte. Il posto in cui siamo è del Cinquecento, in origine era la sede amministrativa e giuridica del Feudo di Segonzano. La famiglia a Prato abitava al castello e nell’omonimo palazzo di Trento.

Nel 1994, Paolo comincia a condurre in prima persona l’Azienda. “Il mio modo di lavorare è più legato alla tradizione che all’innovazione. Mi è sempre stato insegnato che ogni volta che si spostano l’uva o il mosto in qualche modo si rovinano un po’”. Il suo imperativo è che l’uva ben matura e sana non ha bisogno di grandi lavorazioni.

L’innovazione più notevole forse è stata quella legata all’impianto dei vitigni di Gewürztraminer nel 2012. L’ultimo arrivato e forse il più coccolato dal suo produttore.

Ma come si coniuga la tradizione con una modernità che spinge sempre più, in ogni settore produttivo? “I gusti cambiano, così come le mode, ma sono legati soprattutto alle verità. Un periodo per il Cabernet, uno per i bianchi, e così via…”.

Come sta cambiando il cosumatore medio? “Noi puntiamo esclusivamente alla vendita diretta. Una scelta ben ponderata a cui pare che i risultati stiano dando ragione”. Ci confessa che la preoccupazione del cliente è sempre più quella di sapere se il vino viene fatto effettivamente sul posto. Sì, è la tanto decantata (e a volte abusata) virtù del chilometro zero. 

Bere il vino è anche un’esperienza. Ci piacerebbe conoscere i dettagli dell’esperienza che immagina la Cantina Barone a Prato per i propri appassionati. A soddisfare questa nostra ennesima curiosità interviene Patrizia Filippi, responsabile del marketing e del commerciale. Si deve a lei, tra l’altro, la creazione dell’e-commerce: “Il nostro target sono persone che normalmente si dedicano all’enoturismo, va da sè che l’esperienza è tutto. All’uopo abbiamo anche creato di recente una sala degustazione proprio per agevolare una sorta di racconto del vino, oltre all’incontro con il vignaiolo e con il territorio anche attraverso alcuni prodotti gastronomici”. Un modo efficace per fidelizzare il cliente, regalandogli momenti da ricordare.

Forse è proprio “identità” la parola giusta per condensare il lavoro di quest’azienda. Ogni aspetto, infatti, riporta alle etichette che ne portano il marchio. L’esatto contrario dell’omologazione. Scelte che piacciono anche ai più giovani, specie quelli che hanno un attitudine particolare al viaggio. “Organizziamo brunch e aperitivi – aggiunge ancora Patrizia Filippi – particolari, sempre su appuntamento, che sono sempre molto apprezzati”.

Un ultimo accenno, immancabile, alla sostenibilità. “La lavorazione e la produzione vengono svolte con metodi rigorosamente biologici”, dice Paolo. Il tema del racconto forse è quello più giusto per concludere questa visita. Perché chi viene in cantina torna a casa proprio con qualcosa da raccontare. Una storia che si ascolta solo qui, all’ombra del Castello di Segonzano, tra pareti che, degustando-degustando, sembrano sussurrare la voce dei secoli.

Le etichette
I vini della cantina indipendente Barone a Prato dimostrano classe e originalità. La punta di diamante della produzione è il Pinot Nero “Castelsegonzano” elegante ed avvolgente,  sempre fresco. Robusto il Cabernet “dello Scalco”, inebriante e secco il Gewürztraminer “559 LuLu”, fragrante ed equilibrato il Chardonnay.

…e poi ci sono i pic-nic!

Quanta voglia c’è di ritrovarsi, all’aria aperta, magari per un pic nic in cui degustare un ottimo vino e i prodotti del territorio? Ora è possibile farlo! Dove? A Segonzano, la Cantina Barone a Prato ha pensato di far conoscere le proprie etichette, un vero e proprio simbolo di storia e della passione per la terra.

Verrete accolti nella cantina storica dove potrete scegliere la vostra bottiglia e una volta raccolto il proprio cestino, potrete percorrere il sentiero E5 del Dürer che conduce al vigneto. Gustare quindi il pic nic sul pianale del castello di Segonzano, per un’esperienza davvero inedita ed entusiasmante. E con zero rifiuti! I cestini termici che preservano la temperatura del vino, i contenitori per conservare freschi gli alimenti, i piattini di porcellana ed i calici infrangibili. Ci si può rilassare su comode coperte a prova di umidità, nel prato presso il castello di Segonzano con vista sui vigneti da cui deriva lo stesso vino che si starà degustando. Che dire? Un’esperienza diretta con il territorio naturalmente unica. Il pic nic è prenotabile dal sito web baroneaprato.com. 

Altre info e prezzi: 347.7593662

Condividi l'articolo su:

Media Alpi pubblicità s.r.l. Via delle Missioni Africane, 17 - 38121 Trento - Tel. 0461.934494

TrentinoMese: Iscrizione al ROC n° 11308. Registrazione Tribunale di Trento n. 536, 21 dicembre 1991

Sito web realizzato da Mobydick Scritture  - info@mobydick.tn.it © 2020-2021 Mobydick Scritture