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Orchi contemporanei

Donald Trump balla al termine di un comizio all’aeroporto di Carson City, a Carson City, Nevada, il 18 ottobre 2020

Lo dice bene la stand-up comedian Arianna Porcelli Savonof in un suo monologo: ci sono ancora persone che hanno paura dei metallari! I metallari, che da sessant’anni sono sempre uguali, con i loro “chiodi” di pelle e le loro borchie. I metallari, che dovrebbero ormai saperlo anche i sassi che fanno la voce da orchi ma sono buoni.  Mentre di che cosa, anzi, di chi bisognerebbe avere davvero paura? Di quelli che dicono cose da orchi con voce flautata. Anzi, con il sorriso sulle labbra. Come se fossero amiconi. Come se in fondo dicendo cose terribili stessero dicendo solo cose ovvie, che tutti sanno e condividono, a parte qualche sciocco allocco umanitario. I malvagi del passato urlavano, anche se si dice che nei suoi primi comizi nelle birrerie di Monaco Hitler sapesse utilizzare una gamma piuttosto vasta di modalità espressive. Oggi spesso fanno i buffoni. Ballano come degli orsi yoghi sui palchi e mentre lo fanno annunciano lo sterminio di un popolo (o la firma di un accordo di pace, per loro è lo stesso, prendono tutto così, con leggerezza un po’ sprezzante). Ricordo che nei miei 20 anni c’erano signore poco più vecchie di me che avevamo paura dei dark. I dark! Quelli vestiti di nero con i capelli cotonati che ascoltavano i Cure (ancora on stage e in forma smagliante, dopo tutto questo tempo). A me piacevano tantissimo ma non è questo il punto. Il punto è che i dark non facevano del male a nessuno, avete mai sentito di un dark che rapina una banca? A rapinare le banche, e a fare strage di colleghi, erano quelli della Uno bianca. Loro sì, orchi. Insospettabili, forse anche affabili, non so, anche se quello di loro riapparso recentemente in televisione per un’intervista mi è sembrato sostanzialmente una persona elementare (anche nella sua astuzia). Orchi veri, suadenti, persone malvage, spesso stanno fra la gente (perché amano l’adulazione della folla). Non mettono paura. Ammiccano. Parlano come mangiano, non come quei fetenti di intellettuali (perché gli orchi detestano chi studia, chi legge, anche chi scrive, specie se è un giornalista scomodo). 

“Nel male c’è sempre un’apparenza di bene; perciò l’uomo prudente deve diffidare di chiunque si avvicini con un volto troppo cordiale”, ammonisce Shakespeare nell’Enrico IV. Mentre Machiavelli sussurra cupamente a Cesare Borgia, il suo Principe di riferimento: “Ognuno vede quello che tu pari, pochi sentono quello che tu sei”. 

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Pubblicato da Marco Pontoni

Bolzanino di nascita, trentino d’adozione, cittadino del mondo per vocazione. Liceo classico, laurea in Scienze politiche, giornalista dai primi anni 90. Amori dichiarati: letteratura, viaggi, la vita interiore. Ha pubblicato il romanzo "Music Box" e la raccolta di racconti "Vengo via con te", ha vinto il Frontiere Grenzen ed è stato finalista al premio Calvino. Ma il meglio deve ancora venire.