
Ritorno sull’argomento vacanze perché sembra sia uno dei più interessanti e apprezzati da chi segue le “Cose di Chiesa. Partiamo con un quiz. Qual’è la canzone che vi viene in mente appena sentite le parole “ferie d’estate?” Esatto: “Vamos a la playa” dei Righeira. E qual è il pezzo a cui pensate subito quando le parole invece sono “rientro dalle vacanze?” Esatto: “L’estate sta finendo” sempre dei Righeira. Certo che quei due lì le canzoni che restano in mente le sapevano fare, vero? La prima, mentre il sole che finalmente splende è il fidato amico luminoso che ci accompagna quando partiamo per il mare (ma anche per la montagna dai, ci siamo capiti), ci dà una botta di energia e ottimismo. La seconda invece (che consiglio di non ascoltare da giugno ad agosto) a settembre circa ci dà comunque una botta; però di tristezza e di malinconia perché le giornate iniziano ad accorciarsi. Sì, è vero che c’è chi il caldo non lo sopporta e non vede l’ora che si verifichi l’immancabile “agosto rinfresca il bosco” per stare finalmente meglio, ma ci siamo capiti anche stavolta. Qui si parla dell’effetto combinato di parole e musica che quei due fenomeni di Michael e Johnson Righeira sono riusciti a creare con le due loro più note canzoni (a me piace parecchio anche
“No tengo dinero” comunque). Energia potente comunica la prima e malinconia altrettanto forte la seconda. E poco importa se “Vamos a la playa”, oltre al ritornello che tutti noi almeno una volta abbiamo cantato a squarciagola parla di una catastrofe atomica. E importa ancora meno se “L’estate sta finendo” oltre che della fine di un amore è la metafora della fine dell’epoca spensierata della giovinezza e del passaggio all’età adulta che viene vissuto con rimpianto e malinconia. Che poi la malinconia di fine estate, chiamata “August Blues” dal nome del mese appena passato è davvero un fenomeno psicologico comune. Porta con sé sentimenti di tristezza, malinconia, stanchezza e demotivazione che possono colpire le persone al termine delle vacanze e con l’avvicinarsi dell’autunno. Per finire, speriamo che visti i tempi che corrono le parole dei Righeira “todos con sombrero, el viento radiactivo, despeina los cabello” non abbiano mai a trovare conferma e che l’unica cosa che ci spettini sia semmai l’Ora del Garda. E poi, visto che comunque la frase “sto diventando grande, lo sai che non mi va” per molti di noi è un po’ fuori luogo visto che la carta d’identità (pur se elettronica) non mente, cerchiamo di godercela questa fine d’estate. Sì perché in fondo siamo noi con i nostri pensieri e i nostri atteggiamenti che certifichiamo l’inizio o la fine di un periodo, sia esso spensierato o malinconico. Ho fatto un pippone troppo predicatorio in un periodo come settembre nel quale comunque ci si può ancora divertire? Sì, forse avete ragione. Provo a recuperare: dai che di cose belle da fare ce ne sono, basta leggere questo numero di Trentino Mese nel quale ci sono fior di appuntamenti e di occasioni per divertirsi, rilassarsi e stare in compagnia. In attesa dell’autunno che verrà e che porterà ovviamente un calo delle temperature ma anche la bellezza e l’incanto dei colori che le nostre montagne sanno donare senza risparmiarsi. Ma di questo avremo modo di parlare, ok? Allora, niente Blues di agosto o settembre che sia, ma piuttosto Autumn Rock e buona e bella fine dell’estate a tutti!
