
“Ciao, sono Alessia e da oggi sono due anni che cerco casa a Trento”.
“Ciao Alessia” mi risponde il coro dei tanti che, come me, si lanciano alla ricerca disperata della casa perfetta. Aspetta, perfetta? Beh, no… dai, non esageriamo: per la casa dei “sogni son desideri” bisognerebbe avere conti bancari, diciamo, consistenti, quindi mi correggo: alla ricerca della casa comoda, ma con una cucina vivibile, due bagni possibilmente finestrati e camere dove la scelta non debba cadere tra il letto o l’armadio… Vi sembra che stia chiedendo la luna? A quanto pare sì. Infatti, nelle numerose visite fatte, catturata da rendering e foto sui più famosi siti immobiliari, sembra che per il Trentino le mie richieste siano davvero troppo pretenziose per il mio portafoglio. Sono incappata in case “storiche” con la camera da letto affacciata sul giro scale, bagni senza finestre (tanto c’è la ventola e le muffe, no?). Case nuove con open space finestrati (ma poi i vetri chi li pulisce?), dove la scelta amletica si gioca tutta tra la televisione e la libreria, e non ti azzardare a pensare di poter appendere un quadro: non se ne parla nemmeno! Camere da letto minuscole (eh sì, il minimo di legge è 8 mq!), ingressi dove pensare a un armadio per i cappotti è davvero da Mille e una notte, ma poi, pensandoci, a cosa ci servono i cappotti andando incontro al riscaldamento globale?
“Ma signora, lei davvero non vede le potenzialità di avere un terrazzo da 30 mq o un giardino da 380! Pensi, potrebbe addirittura mettere un barbecue e pranzare all’aperto o magari prendere il sole in totale tranquillità”. Bello, sì, effettivamente dimentico spesso che non siamo a Trento, ma alle Canarie: temperatura costante trenta gradi. E del resto, chi non vorrebbe indebitarsi per almeno trent’anni con la prospettiva da sogno di vivere in terrazzo? E poi, mica è da tutti fare il cambio stagione sfruttando il bel giardino all’inglese, magari costruendo una struttura prefabbricata, no? Mi chiedo davvero come ho fatto a non pensarci prima.
“Signora, certo che lei ha davvero gusti difficili e poi per questo prezzo non vorrà mica che sia compreso il garage e la cantina!”
Già, giusto, perché ho delle idee trooooppo principesche. In fondo dobbiamo abituarci all’essenziale: ce lo ricordano anche il Piccolo Principe, Marie Kondo e San Francesco, no? Che non sia davvero che chiedo troppo?
Che i tanti reel di Facebook di case con camere che sembrano la White Hall mi abbiano davvero condizionata a tal punto da non farmi più distinguere quello che è davvero importante? Eppure, se vado solo a pochi chilometri da qui, le mie richieste non sono così astruse e nemmeno così costose.
“È perché in Trentino la terra è poca e quella che c’è costa”, sarà così. La città e i dintorni sono pieni di cantieri. Si continuano a costruire palazzine con case moderne inscatolate e da copertina, che mostrano vetri da favola e terrazzi per serate all’aperto. Come se la vita vera non fosse fatta di normalità, di voglia di casa, famiglia, tranquillità, comodità e pace, non di quella plastificata e perfetta solo nella forma, ma non nella sostanza. Ecco, per avere quella sostanza, sì, forse la casa l’avrei anche trovata, ma a un costo giusto che mi ripagherebbe del sacrificio mio o dei miei genitori, di una vita che spenderò tra sacrifici e tentativi di risparmio per pagare un mutuo. Ammesso che la banca me lo conceda. Già, dimenticavo. Ho superato i quarant’anni, la situazione geopolitica è precaria, la crisi energetica minaccia di metterci in ginocchio, il costo della vita sale e gli stipendi sono sempre gli stessi. Soliti cliché. Solite storie. Solita vita. Vita di quelli normali, non quelli dei video, proprio di quelli come me.
Respira, Alessia, sei in Trentino.
