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Il cervello ha naso 

Siccome ci sono i profumi costosi, tutti abbiamo sottovalutato l’intelligenza del naso. Fino a poco tempo fa, si pensava che gli odori penetrassero il naso attraverso un sistema chiamato in inglese “Lock and key”. In breve, certe molecole si legavano ai ricettori dentro la narice e poi il cervello le interpretava: sudore, puzzo, profumo, sesso, morte, pericolo, cibo. In tutto questo processo, al povero naso non è mai stata riconosciuta una forma di intelligenza, ma è stato per lo più ridotto a mero strumento. Fino a quando, recentemente, alcune nuove teorie hanno rovesciato questa prospettiva, immaginando che il naso non recepisca gli odori attraverso l’incastro, ma attraverso la vibrazione. Come se l’odore fosse una nota e il naso lo strumento per suonarla. Insomma, il naso è un musicista. E se la musica è intelligenza, allora non è intelligente solo il nostro cervello, ma lo è anche il corpo in tutte le sue parti.

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Pubblicato da Sara Hejazi

Cittadina italiana e iraniana, ha conseguito un dottorato di ricerca in Antropologia culturale ed Epistemologia della Complessità. Accademica, scrittrice, giornalista, collabora con molte università e fondazioni italiane oltre a scrivere su diverse testate. Ha pubblicato i saggi L’Iran s-velato. Antropologia dell’intreccio tra identità e velo (2008), L’altro islamico. Leggere l’Islam in Occidente (2009) e La fine del sesso? Relazioni e legami nell’era digitale (2017). Il suo ultimo libro è “Il senso della Specie” (Il Margine 2021).