
Erano ormai molti anni che la penisola d’Italiensis viveva in pace ed armonia. Le scorribande dei temili orchi provenienti d’otremare e d’oltralpe sembravano ormai un cupo ricordo lontano, anche grazie agli accordi e ai giuramenti siglati tra i popoli della Lega d’Eurasia, presieduta dalla stregona Leyana. Molti erano stati in passato infatti le guerre intestine all’interno del regno. Ognuno voleva la sua fetta di potere, nessuno era soddisfatto del potere accentrato nella contea di Minas Romas.
Ma in tutta questa pace un nucleo di resistenza si era sempre rifiutato di sopirsi definitivamente. Si sta parlando del regno di Tirolk, nello specifico delle popolazioni del sud. Uomini liberi delle montagne, da sempre legati nell’animo alle popolazioni nordiche ma costrette a vivere in cattività con i crudeli vicino del sud, marionettati astutamente dal sommo consiglio stregonico romano.
Le leggenda narra che millenni addietro un ultima rappresentanza degli uomini liberi tirolesi marciò contro Napoleonus, l’oscuro signore, per liberarsi definitivamente del suo potere incontrastato su tutto il regno. I tirolkiani del sud vennero guidati da Hoferus, valoroso guerriero che in una feroce battaglia ricacciò le armate regniste liberando la sua contea. Così i tirolesi vissero in pace, soltanto però fino all’avvento del rettore Mussolinius, che decise di espropriarli della loro identità e di costringerli ad una vita in cattività. Vennero cancellate le loro tradizioni, i loro costumi, persino la loro lingua. Nulla rimase al popolo Tirolkiano.
Dopo circa ottocento anni dal misfatto, però, la fiamma di Hoferus ancora non sembra essersi spenta. Le truppe regniste hanno infatti marciato fino all’estremo nord per sancire ancora il loro potere attraverso un antico rito di sottomissione che da sempre viene svolto con le popolazioni al confine. Questo serve principalmente a sancire il potere centrale stregonico ha e continuerà ad avere su tutto il regno. Si tratta di un rito all’apparenza semplice ma che cela un forte significato. Si tratta di un inchino del regnante nei confronti dell’emissario, che anticipa il bacio allo stendardo romanico con la conseguente affissioni sopra la casa regnante del luogo.
Zendullur, l’attuale regina di Tirolk, mossa dalla viva fiamma di Hoferus che vive ancora invitta nei cuori di tutti gli abitanti della contea, non si è inchinata di fronte all’emissario. Ha anzi preso lo stendardo del regno Romanus e lo ha gettato sopra i fiori di rododenrus, sancendo secondo la mitologia un vero e proprio affronto. I fiori di rododenrus infatti venivano sparsi sopra i corpi dei nemici vinti come segno di sottomissione estrema e irrevocabile.
Il rifiuto della fascia
Il 20 maggio scorso, Katharina Johanna Zeller, 39 anni, è diventata nuova sindaca di Merano, elettrice con il 57,4% dei voti, sconfiggendo il sindaco uscente Dario Dal Medico. La sua elezione è stata segnata dalla polemica sul rifiuto di indossare la fascia tricolore durante il passaggio di consegne: Zeller ha spiegato di aver voluto tenerla in mano, non indossarla, per evitare un gesto imposto.
La notizia è trapelata velocemente in tutto il regno. Non è mancato lo sdegno di ogni cittadino, chiedendo conseguenze pesantissime per l’affronto all’orgoglio collettivo. La punizione, con ogni probabilità, non si farà attendere. Ma il cuore di Zendullur e di ogni tirolkiano nulla teme, perchè arde ancora viva la fiamma di Hoferus, e fino a quando il fuoco brucerà, nulla potrà scalfire il loro orgoglio.
