Ufte: tra i discendenti in Sudamerica

«La fondazione dell’associazione avvenne il 29 febbraio 1969 in Svizzera, nella città di Soletta. Da principio sorsero i gruppi di auto-mutuo-aiuto: erano gli anni in cui in Svizzera si leggevano i cartelli con scritto “I cani e gli italiani non possono entrare”. Per questo era importante aiutarsi». Così il presidente dell’Unione Famiglie trentine all’Estero Mauro Verones rievoca le origini dell’associazione, che da cinquantadue anni sostiene iniziative di solidarietà e di promozione culturale in numerosi paesi del mondo, in particolare in Sudamerica. L’associazione, nata nell’alveo del mondo autonomista, oggi continua a promuovere interessanti iniziative culturali, in particolare corsi di lingua italiana per i giovani sudamericani, in particolare – ma non solo – discendenti dei trentini.
Verones non dimentica gli anni duri dell’emigrazione trentina nel mondo: «I trentini e gli italiani subivano discriminazioni e bisognava aiutarsi reciprocamente – racconta Verones – Nei gruppi locali c’era chi sapeva gestire la burocrazia, chi parlava la lingua locale, insomma, ci si dava da fare per sostenersi». Poi, con la crescita dell’associazione, crebbero anche gli impegni, che si diedero un profilo più nettamente culturale: «Si iniziarono a organizzare i cori e le filodrammatiche, dando un’impronta culturale alle attività dell’associazione – evidenzia Verones – Inizialmente c’era un collegamento con la politica, in particolare con il mondo autonomista e le altre minoranze, ma l’aggancio con la politica è venuto via via a sfumare, oggi siamo apolitici». 

Mauro Verones, Presidente Ufte


Il picco dell’attività associazionistica dell’Unione Famiglie trentine all’Estero arrivò negli anni Ottanta: «Registrammo un enorme sviluppo in Sudamerica, principalmente tra Paraguay, Bolivia, Argentina e Brasile. Arrivammo ad avere quaranta “circoli” o diramazioni, poi per alcuni anni la Provincia decise di concentrare il suo sostegno verso altre realtà simili alla nostra ma più grandi, e così subimmo una battuta d’arresto». Questo limbo durò qualche anno (dal 2009 al 2012), fino a quando la politica provinciale tornò sulla sua decisione: «La politica si rese conto che è importante avere voci diverse nel rapporto con i trentini all’estero e siamo ripartiti – evidenzia Verones – Siamo passati da avere ventitrè diramazioni nel 2017 alle attuali trentacinque». La crisi pandemica ha comportato una rimodulazione delle attività dell’associazione: «Anche alla luce degli avvenimenti pandemici che danno incertezza sulle visioni di sviluppo per le associazioni come le nostre, l’associazione promuove attività e progetti di tipo culturale. Continuiamo a portare avanti un’iniziativa di solidarietà internazionale che punta alla realizzazione di un pozzo artesiano per aiutare una Scuola Agraria della città di Eldorado in Argentina», ha spiegato Verones.

Partecipanti cena latino americana a Covelo, estate 2021

Verones descrive la scuola destinataria del progetto: «È una realtà simile al nostro Istituto agrario di San Michele, ma non hanno denaro per portare avanti molte iniziative. La scuola ospita 560 ragazzi, di cui 165 in convitto. La mattina lavorano i campi della scuola e con la vendita dei prodotti pagano le spese». Da qui l’idea di contribuire allo scavo di un nuovo pozzo: «Hanno due pozzi attivi, ma necessitano di un terzo pozzo per aumentare la produzione – sottolinea Verones – Servono in totale 7000 dollari e vogliamo trovare il denaro attraverso raccolte di solidarietà». 
Gli ultimi due anni sono stati complicati per l’associazione, penalizzata dalla pandemia che ha ridotto le possibilità di spostarsi ed incontrarsi: «Abbiamo dovuto rinviare molte delle nostre celebrazioni per il cinquantesimo anniversario, ma siamo riusciti ad organizzare delle serate, una dedicata alla cucina etnica sudamericana a Covelo ed una dedicata alla cucina dei “cinque continenti” a Sfruz in Val di Non. Sono stati organizzati anche dei corsi di cucina tipica trentina online, con lo chef che mostrava le ricette e si scoprivano insieme quali vini abbinare», ha raccontato Verones.

Gruppo interscambi 2019

Non solo gastronomia 

L’Unione Famiglie trentine all’Estero è attiva anche nella promozione della cultura trentina ed italiana, anche per riuscire a coinvolgere i giovani discendenti dei trentini: «Durante un recente viaggio in Sudamerica, fatto per incontrare le famiglie di origine trentina, abbiamo conosciuto un’insegnante, Rachele Moser, che aveva intenzione di insegnare l’italiano ai suoi studenti, ma ci manifestò la sua difficoltà a reperire i libri di didattica. Così li trovammo noi, recuperandoli dalla chiusura del punto di lettura di Sfruz». Trovati i libri, rimaneva però il problema di come consegnarli ai destinatari: «I costi di spedizione erano elevati. Scoprimmo che il coro Carè Alto stava per impegnarsi in un viaggio in Brasile e pensammo di approfittarne: grazie al loro aiuto i libri sono stati recapitati!». La promozione della lingua italiana rappresenta uno dei maggiori ambiti d’impegno dell’associazione: «In Paraguay, con la collaborazione della locale Società Dante Alighieri, proponiamo ai giovani dei corsi di italiano, certificati fino al livello B2, dunque intermedio avanzato. Nel 2021 siamo riusciti a far ottenere questo certificato a 82 ragazzi d’età media sotto i trent’anni. Vogliamo rinnovare quest’azione anche quest’anno, puntiamo a farne diplomare altri 80».

Grisenti presenta i canederli
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Pubblicato da Fabio Peterlongo

Nato nel 1987, dal 2012 è giornalista pubblicista. Nel 2013 si laurea in Filosofia all'Università di Trento con una tesi sull'ecologismo sociale americano. Oltre alla scrittura giornalistica, la sua grande passione è la scrittura narrativa. È conduttore radiofonico e dal 2014 fa parte della squadra di Radio Dolomiti. Cronista per il quotidiano Trentino dal 2016, collabora con Trentinomese dal 2017 Nutre particolare interesse verso il giornalismo politico e i temi della sostenibilità ambientale. Appassionato lettore di saggi storici sul Risorgimento e delle opere di Italo Calvino.