Eterno, brevissimo amore

A quel che mi risulta è al momento l’unico libro in lingua italiana su Bill Evans (1929-1980), il più grande pianista jazz della storia (forse assieme a Monk). A scrivere “Il grande amore. Vita e morte con Bill Evans” (minimum fax, pag. 176, € 15) è Laurie Verchomin, la ragazza di Edmonton, Canada, di cui Bill si innamora negli ultimi mesi della sua travagliata e geniale esistenza. È l’aprile del 1979, Bill ha 50 anni e sa che non gli rimane molto da vivere. L’incontro con Laurie è destinato a trasformare gli ultimi mesi che gli restano, ma anche per lei niente sarà più lo stesso. Trasferitasi a New York per stare accanto a quell’uomo dal corpo martoriato, ne scoprirà ben presto la disperata vitalità, la capacità di trascendere il male con la forza della musica e dello spirito. 

Ciò nondimeno questo libro non parla di musica, ma di un sentimento irresistibile, una dolcezza capace di stravolgere la mente, mettendo improvvisamente e senza preavviso alcuno un uomo e una donna sulla stessa lunghezza d’onda, in condizione di vibrare all’unisono. Sì, insomma, è quello che comunemente viene indicato con il termine “amore”, a cui la Verchomin aggiunge l’attributo “grande”, perché nonostante Bill morirà così presto, lei questo “amante, amico, guida spirituale e genio creativo” non potrà cancellarlo mai più dalla propria vita (“Io non sono mai andata via e lui è eterno”). Come scrive il celebre chitarrista John McLaughlin nella breve prefazione, “Bill era quasi sempre cosciente della vicinanza della morte e dalla fragilità dell’esistenza. Viveva la sua sofferta tossicodipendenza come una vittoria grazie alla bellezza, alla meravigliosa sensualità e alla profonda tragicità della vita, senza le quali la vita stessa sarebbe un’assurdità”. Così come è assurdo – aggiungo io – che un genio di questa levatura venga ancora oggi così poco ricordato.

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Pubblicato da Pino Loperfido

Autore di narrativa e di teatro. Già ideatore e Direttore Artistico del "Trentino Book Festival". Il suo ultimo libro è: "La manutenzione dell’universo. Il curioso caso di Maria Domenica Lazzeri” (2020).