Ucraina chiama, Croce Rossa risponde

La metropolitana di Kiev

Attivato un conto per le donazioni in denaro destinate a far fronte ai bisogni umanitari

Gli sviluppi della guerra in Ucraina e, in particolare, i nefasti effetti sulla popolazione, sono costantemente monitorati dalla Croce Rossa Italiana che, in stretto contatto con le Consorelle coinvolte nell’emergenza, raccoglie i bisogni e li gira ai Comitati sul territorio perché si avvii una campagna di solidarietà.

Gli aiuti, come sempre, vanno selezionati in funzione delle necessità che in questo momento sono molteplici e aumenteranno sempre di più con il passare dei giorni. Per questo motivo la CRI ha lanciato una raccolta fondi per finanziare le attività a supporto della popolazione civile colpita dal conflitto e la gestione degli sfollati presenti in Ucraina e quelli che stanno cercando riparo nei paesi vicini. Questi fondi serviranno per rispondere sia ai bisogni umanitari nel Paese (cibo, beni di prima necessità, primo soccorso) sia ai bisogni dei profughi che, già in gran numero, stanno entrando nei paesi confinanti.

In linea e in collaborazione con le azioni messe in campo dal Comitato nazionale, il Comitato provinciale di Trento ha attivato un conto corrente dove far convergere le donazioni in denaro confidando nella consueta generosità del popolo trentino.

Le donazioni possono essere effettuate sul conto corrente intestato a “Croce Rossa Italiana Comitato Provinciale di Trento” Iban IT93I0585601801083571442475 indicando come causale “Emergenza Ucraina”.

I primi aiuti umanitari per la popolazione ucraina sono già in viaggio, partiti all’alba del primo marzo dal Centro Operativo Emergenze della CRI di Avezzano. Si tratta di un convoglio con quattro autoarticolati e due automobili leggere con dieci volontari e operatori a bordo. Il carico è composto da medicinali, generi alimentari, coperte e kit di primo soccorso.

“Questa è la prima missione della Croce Rossa Italiana – spiega Francesco Rocca, Presidente CRI-IFRC – a supporto della popolazione e dell’attività della Consorella ucraina. Ce ne saranno altre, strutturate in base alle esigenze che via via si presenteranno. Come sempre, saremo attivi finché ce ne sarà bisogno”.

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