Elio Lazzari, l’ultimo vedutista veneziano

Dal 1991 il Centro Culturale “La Firma” di Riva del Garda opera nel territorio dell’Alto Garda promuovendo l’espressione artistica in ogni sua forma anche grazie a collaborazione e progetti di ampio respiro come, negli scorsi mesi estivi, la sinergia con l’Archivio Saverio Rampin di Venezia che ha permesso di portare in Trentino, presso la Galleria Civica G. Craffonara di Riva, una delle figure più complesse e interessanti del panorama artistico italiano e, in particolare, veneziano, del dopoguerra. A Saverio Rampin,  prematuramente scomparso nel 1992, da sempre ispirato dalla luce e dalle atmosfere della città lagunare, è stata infatti dedicata l’apprezzata mostra “Geometrie di luce” che ha ben delineato la tensione creativa dell’artista, considerato uno degli esponenti di spicco dello spazialismo, nel decennio tra il 1960 e il 1970.

Il legame tra Riva del Garda e Venezia, ambedue “città d’acqua”, continua, sempre in occasione dei 1600 anni dalla fondazione della Serenissima, con la nuova iniziativa de “La Firma” dedicata ad una modalità espressiva assai diversa da quella di Rampin ma egualmente intensa e suggestiva, quella di Elio Lazzari, pittore oggi quasi ottantenne ma tuttora attivo nel suo celebre atelier in zona Dorsoduro- Campiello Barbaro di Venezia. L’ampia personale, visitabile con ingresso libero a Riva del Garda, in due sedi vicine tra loro, la Galleria Civica G. Craffonara fino al 22 novembre e lo spazio Grand Hotel Liberty “Gallery” fino al 30 novembre, propone al visitatore una cinquantina di opere di Lazzari, artista dall’ampio curriculum e molto amato dal pubblico e dalla critica di tutto il mondo tanto da essere indicato da Ezio Danesini sul quotidiano “La Repubblica”, in occasione della grande mostra “Vitalità dell’arte” tenutasi a Milano, “uno degli ultimi, grandi vedutisti veneziani”.

“Traghetto”, 70×70

Da sempre Venezia, città di mare e di luce, di arte e colori ha stimolato la fantasia e il pennello di artisti locali e non, bramosi di fissarne sulla tela le piazze scenografiche, gli scorci vivaci e suggestivi, gli antichi campielli e gli angusti canali. Non a caso, il vedutismo, affermatosi in pittura come “genere” autonomo solo nel corso del XVII secolo, ebbe il suo più significativo sviluppo e la sua maggiore affermazione e successo, proprio a Venezia nel corso del Settecento donandoci opere entrate nell’immaginario collettive come i celebri dipinti di Canaletto e del Bellotto, del Marieschi e del Guardi. Tuttavia, se la stagione del vero e proprio vedutismo si può considerare conclusa con i primi decenni del XIX secolo, il tema della veduta urbana, ed in particolare della magica Venezia, continua ad essere ricercata fonte di ispirazione per gli artisti di tutto il mondo appartenenti alle più diverse correnti pittoriche, dagli impressionisti ai futuristi fino all’arte contemporanea.

In questa grande tradizione pittorica ben si inserisce il lungo ed apprezzato percorso creativo di Elio Lazzari che Gian Pietro Rabuffi, nell’ampia monografia dedicata all’artista lagunare inserita nella collana “L’arte nei secoli” e datata 2006, definisce “solitario e squisito cantore impegnato a rinnovare una poesia antica, rispettoso del’’insegnamento dei grandi Maestri che lo hanno preceduto eppure capace di raccontare con tecnica affinata e raffinato gusto piccole vicende e segreti di una Venezia colta nel suo tempo ma splendidamente fuori dal tempo…”

“La grande conchiglia”, 41×67

Con pochi rapidi tratti del suo inseparabile pennarello e dell’inchiostro nero a pennello o mediante l’impiego della tempera grassa su cartoncino, Lazzari delinea infatti piccoli poemetti visivi in cui le luci, i colori, le atmosfere materializzano la città dei Dogi davanti ai nostri occhi curiosi e stupiti trascinandoci in una dimensione onirica sospesa nel tempo e nello spazio. Artista dotato di particolare sensibilità e grande amore per Venezia ma anche per la sua gente e la sua laguna, egli immortala con occhio contemporaneo anche la Venezia dei più, quella dei pescatori,  dei barcaioli, dei venditori di pesci, dei gondolieri, dei bagnanti e del Carnevale o, al contrario, la struggente malia degli arenili deserti e silenziosi,  suggerendoci un mondo “altro”, più vero, naturale ed operoso della città lagunare. L’ampia esposizione rivana permette al visitatore un vero tuffo nelle atmosfere veneziane con uno splendido susseguirsi di suggestivi scorci, colorati campielli e ampie vedute presso la Galleria Civica Craffonara mentre, presso lo spazio espositivo del Grand Liberty “Gallery” si possono apprezzare opere di minori dimensioni, ma non di minore interesse, del grande pittore veneziano.

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Pubblicato da Nicoletta Tamanini

Da sempre appassionata all’arte in tutte le sue manifestazioni, dopo la maturità classica, pur avendo seguito studi a carattere scientifico, da anni si occupa di critica d’arte e cura mostre ed eventi a carattere creativo. Collaboratrice dal 2004 dell’emittente Telepace Trento, è autrice di innumerevoli servizi a carattere culturale, di una decina di documentari a carattere artistico – religioso e di una ventina di documentari a tema esclusivamente artistico in collaborazione anche con strutture museali del territorio e con esperti del settore. Presente, per varie edizioni, nelle giurie di una decina di concorsi artistici a livello trentino e extraregionale, è autrice di recensioni d’arte pubblicate anche su stampa specializzata.