Tra presente e passato. Luigi Vicentini e Nomi

Le mura di Nomi – 1957

Si inaugura venerdì 3 settembre alle ore 18.30 presso il Granaio di Nomi (TN), la mostra “Tra presente e passato. Luigi Vicentini e Nomi. Omaggio nei centovent’anni dalla nascita”.

La rassegna, ideata dal Comune di Nomi e con la curatela di Warin Dusatti, è un omaggio all’artista Luigi Vicentini (Pomarolo 1901 – Nomi 1970), il più grande interprete pittorico della Comunità di Nomi.

La mostra è di tipo relazionale: da una parte i quadri di Luigi Vicentini, che rappresentano la Nomi di “una volta”, con scorci di case, archi in pietra racchiudenti paesaggi, giardini invasi dai colori della primavera o dalle tenui ombreggiature della neve; dall’altra, affiancate alle opere, le foto della “Nomi di oggi”, ovvero della dimensione architettonica contemporanea che determina, ma che ne è anche la risultante, la dimensione psicologica e spirituale. Gli accostamenti evidenziano il cambiamento in funzione delle mutate e inevitabili necessità esistenziali, e i quadri del Maestro sono uno scrigno prezioso al quale attingere per osservare in che modo il presente si sia sovrapposto al passato.

Dalle parole del Sindaco che aprono il catalogo “Ma il nostro intento vuole andare oltre a questo momento di ricordo, seppur importante. Ammirare quadri non serve solo a questo. Quello che ci interessa maggiormente, a fronte dell’interpretazione (della “lettura” direbbero gli specialisti) della realtà effettuata da Luigi Vicentini con e attraverso i suoi quadri, è provare in modo singolo e poi magari collettivo, a trarre spunti, analizzare, cercare di capire cosa siamo diventati come Comunità e cosa vogliamo essere”.

Autunno a Nomi – 1968

Si aggiunge alla riflessione sul significato di Comunità contemporanea, quella sulle relazioni e il tempo, così espressa dal curatore nel catalogo “Centovent’anni. I ‘centoventi’ e gli ‘anni’ sono due misure di quantità che, in rapporto reciproco, ci danno un’altra misura, un tempo abitabile, che si sostanzia e acquista significato solo in congiunzione agli accadimenti, dunque alle relazioni. Nel 1901 Luigi Vicentini nasce a Pomarolo e ben presto si trasferisce a Nomi, diventandone il cantore pittorico. Ma non solo. Lì vivrà, avrà dei figli e creerà degli intrecci d’affetti e culturali, vivendo pienamente la splendida stagione artistica del Novecento trentino. Noi ora lo ricordiamo, ma il pregio dell’iniziativa del Comune di Nomi va ben al di là del semplice ricordo. Se il tempo si costituisce, nasce con le relazioni, che siano esse quantistiche o, forzandone i confini, psicologiche, allora organizzare una mostra, stampare un catalogo, esporre i quadri affinché si possano vedere non è riesumare un passato impossibile, ma è vivere il nostro tempo costituito dalle relazioni tra noi e quello che Vicentini ci ha lasciato”.

La mostra è accompagnata da un catalogo di trentadue pagine nelle quali sono riprodotte trentuno opere di Vicentini e tredici fotografie contemporanee.

Dal 4 al 26 settembre 2021
Granaio di Nomi (piazza Cesare Battisti – 38060 Nomi)
Ideazione mostra Comune di Nomi
A cura di Warin Dusatti
Orari: dal lunedì al venerdì 18.00 – 21.00. Sabato e domenica 10.00 – 12.00 / 17.00 – 21.00

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