Il trasportino in macchina? Un vero salvavita!

Viene spesso guardato con riluttanza, quasi si trattasse di una sorta di “prigione” dove rinchiudere il nostro amico senza la possibilità di movimento. Si tratta del “trasportino”, chiamato anche “kennel”, o “gabbia”, estremamente utile durante i viaggi in macchina. La legge non ne prevede l’obbligo, limitandosi il codice della strada a impedire che il cane (o qualsiasi altro animale) possa creare “…un pericolo o una distrazione per la guida…”. In questo modo, il nostro amico dovrebbe essere posizionato all’interno del bagagliaio, con rete divisoria rispetto al resto dell’abitacolo, oppure sui sedili posteriori purché munito di apposita cintura omologata. Ebbene, al di là delle indicazioni legislative, vi sono aspetti di ulteriore sicurezza che debbono essere considerati. In termini di protezione, infatti, l’ubicazione di una struttura in plastica o in metallo rappresenta una sorta di barriera aggiuntiva rispetto a eventuali sollecitazioni quali le brusche frenate, i terreni dissestati, le curve e, nella speranza che ciò non accada mai, i tamponamenti. Inoltre, questa scatola di contenimento produce altri effetti positivi, quali la tranquillità psicofisica, la sottrazione di immagini in movimento spesso portatrici di eccitazione ed abbai e, come conseguenza, la sensazione di sentirsi “avvolti” in una mini tana che sa tanto di “comfort zone”

Certamente, il primo passo è valutare tra disponibilità del bagagliaio e grandezza del trasportino; che dovrebbe essere posizionato senza intoppi e, allo stesso tempo, presentare un’area che permetta al nostro cane di sedersi, sdraiarsi e girare su sé stesso per trovare la posizione ideale. Per questa ragione, anche se trattasi di un cucciolo, varrebbe la pena di propendere per l’acquisto di un “kennel “predisposto per la taglia corrispondente all’età adulta del nostro amico, in modo da evitare ulteriori spese. All’interno potrà essere aggiunto un tappetino morbido, così da rendere il tutto più confortevole. Ultima indicazione riguarda l’accettazione di questo nuovo luogo; essa dovrà essere fatta gradualmente, associandovi gustosi bocconi all’interno ed iniziando in un ambiente diverso dalla macchina, come il soggiorno di casa. Una volta accolto con piacere e serenità, si potrà trasferire nel bagagliaio, scongiurando così qualsiasi resistenza o disagio.

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Pubblicato da Stefano Margheri

Mi hanno detto, e penso di ricordarlo, che da piccolo mi perdevo nella fattoria in miniatura, fatta di animali di diverse specie che sostituivano i tipici soldatini dell’epoca. Probabilmente, in qualche parte della memoria, questa passione si è trasformata in qualcosa di reale e a distanza di molti anni mi ritrovo ad ammirare, con lo stupore di un bambino, ogni espressione del comportamento animale. In particolare, i cani sono diventati la mia vita, oggi persino una professione, prima affiancata alla laurea in giurisprudenza e poi fatta prevalere su quest’ultima. Le qualifiche e i titoli acquisiti nei decenni mi hanno insegnato l’importanza di non smettere di imparare, coniugando la pratica dell’addestramento con il piacere curioso della conoscenza teorica. Scrivendo e descrivendo i cani, cerco di trasmettere quello che giornalmente loro stessi mi insegnano.

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