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Rossetto con le mascherine? Nessuna lo usa più

Le statistiche parlano chiaro. Anzi rosso acceso. Ma non ci riferiamo alle tonalità delle regioni italiane o di uno zoom sull’Europa colorata dal Covid. Il rosso è quello del rossetto, simbolo della bellezza femminile. Più che semplice cosmetico, nella storia è stato fenomeno sociale oltre che singolare strumento politico. Pare che Winston Churchill, durante la seconda guerra mondiale, avesse introdotto un generale razionamento dei cosmetici, ma con una sorprendente eccezione: il rossetto di colore rosso, capace di migliorare la visione della vita sia a chi lo portava, sia a chi lo vedeva. Insomma anche un rossetto può servire ad affrontare un conflitto. E come non citarne l’aumento nelle vendite dopo la caduta delle Twin Towers nel 2001? Al bisogno sociale di rialzarsi, il simbolo del make up c’è sempre stato. Lo sapeva bene Coco Chanel, che considerava il rossetto non solo elemento immancabile nel look femminile, quanto prezioso supporto psicologico. La celebre frase: “Se siete tristi, mettete il rossetto e attaccate!” rispecchia perfettamente la funzione ben più che estetica del cosmetico. E poi è arrivata la pandemia. E come in tutti i momenti difficili della storia, era il momento di sfoderare il rossetto, quale conduttore di buonumore. Invece è calata sui nostri volti la mascherina, che ne ha fatto registrare un abbondante calo, oltre il 50%, affossando le vendite del maquillage preferito dalle donne (e dagli uomini). L’obbligo di portarla sempre e comunque, anche all’aperto, ha reso superfluo l’uso del rossetto. Le donne che hanno insistito nel portarlo hanno potuto sperimentare quella spiacevole sensazione di impasto malforme, di breve durata e di rapido dissolvimento, provocati dalla condensa che inevitabilmente si crea tra naso e bocca. Se poi la mascherina è bianca, l’impronta dall’effetto “mangiata di ciliegie” risulta inevitabile. Stesso flop del rossetto è toccato a fard, fondotinta e pure creme per il viso, che andando a definire e colorare guance e zigomi, sono finiti sotto la mascherina. Quindi inutili. Ma chi sono i vincitori del make up in tempi di Covid? Naturalmente i trucchi fuori mascherina: ombretto, mascara, matita ed eye liner. Perché se gli occhi sono specchio dell’anima, un motivo ci sarà. Alla faccia del virus.

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Pubblicato da Tiziana Tomasini

Nata a Trento ma con radici che sanno di Carso e di mare. Una laurea in materie letterarie e la professione di insegnante alla scuola secondaria di primo grado. Oltre ai grandi della letteratura, cerca di trasmettere agli studenti il piacere della lettura. Giornalista pubblicista con la passione della scrittura, adora fare interviste, parlare delle sue esperienze e raccontare tutto quello che c’è intorno. Tre figli più che adolescenti le rendono la vita a volte impossibile, a volte estremamente divertente, senza mezze misure. Dipendente dalla sensazione euforica rilasciata dalle endorfine, ha la mania dello sport, con marcata predilezione per nuoto, corsa e palestra. Vorrebbe fare di più, ma le manca il tempo.

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