Pulse of the Early Brain

Per comprendere i contorni del concerto degli Stereolab del 12 novembre al Teatro Sanbàpolis basterebbe dire che la band torna in Italia per quattro date dopo ventun’anni di assenza dal pelpaese. Ma a questo va aggiunto che gli Stereolab sono uno dei gruppi più influenti della scena elettronica a cavallo fra i due millenni. A Trento gli Stereolab presenteranno anche i brani del loro ultimo album Pulse of the Early Brain [Switched On Volume 5] che fa parte della compilation Switched On. L’album è composto da 21 composizioni, fra cui alcune demo, versioni live e pezzi scritti nel passato e mai pubblicati tra i quali spicca Robot Riot, pezzo originariamente scritto per una scultura realizzata da Charles Long, un’artista con cui la band aveva collaborato nel progetto Music For The Amorphous Body Study Center nel 1995. Gli Stereolab sono un iconico gruppo franco-britannico che ha cavalcato la scena alternativa degli anni ’90 con una formula originale capace di unire l’art rock preso in prestito dai Velvet Underground e il kraut-rock, le melodie pop francesi degli anni Sessanta, i primi esperimenti con i moog e la new wave, per un concerto che ripercorre l’intera carriera di Laetitia Sadier e Tim Gane, voce e chitarra fondatori dell’iconica band, e che si preannuncia come uno degli appuntamenti musicali più importanti dell’anno. Gli Stereolab saranno protagonisti di quattro date per i fan italiani che potranno rivivere la decennale carriera degli Stereolab e ascoltare dal vivo il loro ultimo lavoro “Pulse of the Early Brain” una compilation di rarità, pubblicata lo scorso 2 settembre, via Warp / Duophonic. 

L’opening act del tour italiano sarà affidato al cantante, cantautore e polistrumentista di Tolosa Julien Gasc, che dal 2009 collabora costantemente con la band londinese e con la cantante Laetitia Sadier, e che proporrà alcuni brani del suo nuovo lavoro discografico “Re Eff”. 

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Pubblicato da Fabio De Santi

Classe 1967, si nutre fin da ragazzo di musica e passione per la scrittura con particolare dedizione alle pagine di Vonnegut, Dagerman e Cèline. Scrive dalla metà degli anni '90 per il quotidiano l'Adige e da tempo quasi immemore collabora con Trentinomese. Frequenta le onde radio dagli anni '80 con diversi programmi fra cui quelli proposti su Radio Rai Regionale dove da spazio alla scena musicale trentina cosi come accade sulle pagine del nostro mensile.