Covid: la comunicazione sociale è cambiata così…

Che la situazione sanitaria avesse cambiato le nostre vite è fatto ormai assodato. Ma che avesse pure modificato il linguaggio comune, rendendo a volte praticamente inservibili o comunque soggetti di sostanziali modifiche semantiche parole, luoghi comuni e modi di dire, forse potrebbe essere sfuggito. 

Fattore positivo. Un tempo essere positivo significava avere un atteggiamento propositivo verso se stessi e verso il prossimo. Prova a dire oggi “Sono positivo”… ti ritrovi quarantenato in isolamento, circondato da tute bianche. 

Gregge. Termine di solito associato ad immagini pacifiche, bucoliche ed alpestri, nonché all’iconografia sacra. Niente a che fare con il poco poetico significato da ricondurre all’immunità di branco, che rappresenta la capacità di un gruppo di affrontare a suon di anticorpi una carica virale. Insomma come trasformare un tenero animale in un simbolo di collettiva reazione da virus. 

Virale. Termine strappato alla medicina dai nuovi mezzi di comunicazione, indica un fenomeno di veloce diffusione di contenuti, specialmente video e meme. Certo non ne possiamo più di sentirlo, né in un senso, né nell’altro. 

Essere fuori dal comune. Un tempo significava essere una persona con una determinata personalità, decisamente speciale; insomma qualcuno che spicca dal gruppo per delineate caratteristiche, inclinazioni e qualità. Un tipo interessante, originale. In tempo di zona rossa essere fuori dal comune (di residenza) era molto pericoloso… meglio rientrare nelle soglie del comune (e del banale).   

Starnuto in “Gioca Jouer”. Mai Claudio Cecchetto avrebbe immaginato che il suo iconico balletto tormentone, caratterizzato da azioni da mimare a ritmo di musica avrebbe dovuto subire dei cambiamenti! Il famoso “starnuto” effettuato nella maniera classica – con le dita sotto il naso, per intenderci – proprio non va! È in corso di valutazione la modifica da pandemia, all’angolo del gomito. 

Vietato tossire. E non provare a fare un colpo di tosse, eh! Bandito il classico “raspino”, quel nervoso colpetto di tosse utilizzato come intercalare e sinonimo di ansia.

E piano con gli influencer! Sono i divi del momento, che lanciano diktat in fatto di moda, costume e social in senso ampio. Certo quel nome… ricorda troppo quella maledetta malattia contagiosa ed epidemica! Andrebbe senz’altro riformulato. Ferragnez permettendo. 

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Pubblicato da Tiziana Tomasini

Nata a Trento ma con radici che sanno di Carso e di mare. Una laurea in materie letterarie e la professione di insegnante alla scuola secondaria di primo grado. Oltre ai grandi della letteratura, cerca di trasmettere agli studenti il piacere della lettura. Giornalista pubblicista con la passione della scrittura, adora fare interviste, parlare delle sue esperienze e raccontare tutto quello che c’è intorno. Tre figli più che adolescenti le rendono la vita a volte impossibile, a volte estremamente divertente, senza mezze misure. Dipendente dalla sensazione euforica rilasciata dalle endorfine, ha la mania dello sport, con marcata predilezione per nuoto, corsa e palestra. Vorrebbe fare di più, ma le manca il tempo.

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