Là dove c’era una cava ora c’è… un’oasi

Le canoe si impossessano dello specchio d’acqua

Ci sono luoghi che tornano a vivere, dopo anni di oblio, grazie all’immaginazione, alla collaborazione e  all’impegno, insegnandoci che la bellezza forse non salverà il mondo, ma l’unione di energie certamente può salvare la bellezza e moltiplicarla. La storia che voglio raccontare stavolta non ha a che fare con il Trentino, ma con una realtà dell’hinterland milanese, precisamente a Trezzano sul Naviglio. In questo comune di 21.000 abitanti, molto vicino alla metropoli, è rinata un’oasi dimenticata, grazie al lavoro, in particolare, dei volontari dell’Associazione Salvambiente, un gruppo che dagli anni ’90  realizza iniziative concrete volte a migliorare la coscienza ecologica del territorio. Dove prima regnavano incuria e sporcizia, una volta cessata l’attività di una cava di estrazione della sabbia, ora c’è un bellissimo lago dove sfilano canoe colorate, dove passeggiare tra gli alberi, dedicarsi alla cura dell’orto, giocare e partecipare ad attività di sensibilizzazione sul tema ambientale.  Ma procediamo con ordine. 

L’apertura del luogo alla comunità è avvenuta solo pochi anni fa, nel 2019. Quest’area, di circa 11 ettari, suddivisa in tre diverse proprietà e che poggia su due comuni diversi, quello di Trezzano sul Naviglio appunto e quello di Milano, era rimasta infatti per ben 30 anni chiusa al pubblico. Finché, uno dei proprietari di una fabbrica che sorge nelle vicinanze, la Ri-Maflow, ha pensato bene di valorizzare lo spazio del lago e del verde circostante, chiedendo all’Associazione, di occuparsi della sponda sud. Il gruppo, che già curava il vicino parco del Centenario, polmone verde di Trezzano, non si è tirato indietro. Ha dato il via a due campi di lavoro internazionali, uno nel 2019 e uno l’anno successivo, ai quali hanno partecipato numerosi volontari, nel 2020 addirittura più di cento! A suon di roncole, rastrelli, motoseghe e buona volontà hanno messo mano a quel groviglio di rovi ed erbacce che circondavano il lago, tracciando sentieri, ripulendo dai rifiuti, consentendo agli abitanti di Trezzano e dintorni di godere di questo bellissimo spazio in tutta sicurezza. Una straordinaria esperienza di partecipazione attiva e progettazione collettiva che è servita, oltre che a restituire un luogo prima in stato di abbandono, a riscoprire un senso di comunità. “Sono arrivati volontari da tutta Italia, anche dall’estero, dalla Spagna, dal Ghana, dallo Sri Lanka. E’ stato bellissimo!” ci raccontano i volontari di Salvambiente con entusiasmo. 

Ma l’avventura non è finita qui. Il lago Mezzetta, o meglio la sua sponda meridionale, che di anno in anno viene affidata dai suoi proprietari in comodato d’uso a Salvambiente, continua ad essere un punto di incontro e un vero e proprio cantiere di idee generative. Ogni giorno, dalle 14.30 fino al tramonto, (nel weekend anche al mattino) i volontari si alternano per renderlo accessibile e custodirne la bellezza.  Varcato il suo cancello, ci si trova in un luogo dall’aspetto volutamente un po’ selvaggio, pieno di alberi, aiuole fiorite, sentieri, spazi dove i bambini possono giocare a costruire casette di ramoscelli, rintanarsi nell’albero capanna… scoprire insomma quanto è bello e salutare poter giocare liberamente in mezzo alla natura, anche in un contesto così fortemente urbanizzato. Non vi sono però bar o aree pic nic  e non è possibile praticare pesca sportiva, né fare il bagno, benché l’acqua, che sgorga da una falda, sia  pulita. “L’idea è proprio quella di lasciare che il lago Mezzetta rimanga il più possibile un’area naturalistica” ci spiega la presidente dell’Associazione. Oltre a passeggiare in riva al lago,  si può fare un giretto, noleggiando una canoa, servizio gestito dalle due scuole di canoa ospitate, osservare gli uccelli, oppure, previo contatto coi volontari, dedicarsi alla cura dell’orto sinergico, coltivato senza ricorso a fertilizzanti e pesticidi, ma favorendo l’autofertilità del terreno. In questo spazio convivono armoniosamente piante da frutto, ortaggi, erbe aromatiche. Inoltre, periodicamente, vengono organizzate attività di educazione ambientale con le scuole e con ragazzi dal passato turbolento, inseriti in percorsi di rieducazione. Tempo fa, durante una delle loro attività, i ragazzi hanno rinvenuto orgogliosamente la statua di un discobolo, che ora fa bella mostra di sé ed è diventata un altro simbolo della storia del luogo, che continua ad arricchirsi di nuovi tasselli. Il bello di questo progetto infatti è che è sempre aperto ad accogliere nuove idee, ciascuno può portare il proprio contributo, avanzando proposte di corsi, eventi, lavori di riqualificazione…  Uno degli ultimi progetti, al quale anche chi scrive ha partecipato, è stata poi la piantumazione di un centinaio di alberi da frutto nel vicino parco del centenario e nei pressi del lago, dove ciascuno ha potuto godere della soddisfazione di piantare il proprio albero. Uno dei sogni da realizzare per i membri dell’Associazione sarebbe riuscire a collegare il lago al vicino Parco del Centenario e al Parco dei Fontanili di Muggiano, per creare un’unica grandissima area verde sovracomunale.

Yoga in riva al lago

Che valore aggiunto ha dato un simile progetto ad un territorio come quello di Trezzano?

 “Gli abitanti di Trezzano non hanno grande autostima, perché vivono nell’hinterland di Milano, un luogo considerato un po’ dormitorio della città. In molti prima di questa iniziativa non conoscevano nemmeno l’esistenza di questo lago, ma oggi è molto frequentato”. Raccontano i volontari. A meno di un chilometro da qui, infatti, c’è uno stradone puntellato di centri commerciali, tanto che nessuno immaginerebbe l’esistenza di questa bellissima oasi silenziosa, che ha reso finalmente orgogliosi i propri abitanti. Un luogo come questo ha poi un’alta valenza educativa, per diffondere una coscienza ecologica, tenere impegnati i ragazzi in progetti che li allontanino da tentazioni negative e rafforzare quel senso di comunità che una sfrenata urbanizzazione, una crescente solitudine e isolamento, acuito anche da due anni di pandemia, hanno fatto venir meno. 

La forza delle buone idee è proprio questa, immaginare cose anche là dove nessuno le crederebbe possibili. E la lezione che ci trasmette l’avventura del lago Mezzetta è che solo la collaborazione può portare a risultati in grado di cambiare i contesti che ci circondano: 

“Quando un uomo sogna da solo il suo è destinato a rimanere solo un sogno. Quando molti uomini sognano insieme è la realtà che comincia.”, recita infatti uno dei motti dell’Associazione. 

E guardando queste acque dove scivolano dolcemente le canoe al tramonto, i bambini giocano con i rami, a pochi chilometri dalla città più vivace, ma anche più frenetica d’Italia, ogni sogno sembra davvero possibile. 

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Pubblicato da Silvia Tarter

Bibliofila, montanara, amante della natura, sono nata tra le dolci colline avisiane, in un mondo profumato di vino rosso. La vita mi ha infine portata a Milano, dove ogni giorno riverso la mia passione di letterata senza speranza ai ragazzi di una scuola professionale, costretti a sopportare i miei voli pindarici sulla poesia e le mie messe in scena storiche dei personaggi del Risorgimento e quant'altro. Appena posso però, mi perdo in lunghissimi girovagare in bicicletta tra le abbazie e i campi silenziosi del Parco Agricolo Sud, o mi rifugio sulle mie montagne per qualche bella salita in vetta. Perché la vista più bella, come diceva Walter Bonatti, arriva dopo la salita più difficile.