Sentirsi osservati

Nel bene e nel male dei droni se ne sente parlare ogni giorno. Onnipresenti e ambivalenti, questi mezzi tecnologici chiamati UVS (Unmanned Vehicle System), nuova sigla da quando è entrato in vigore il nuovo Regolamento Europeo Droni e sostituisce il precedente acronimo di APR (Aereomobili a Pilotaggio Remoto), sono estremamente versatili e il loro impiego sta crescendo a vista d’occhio. Simili a “giocattoli” telecomandati, ma solo in apparenza, si usano con disinvoltura per riprendere scene da matrimoni, colpire i terroristi come raccontano le cronache militari, effettuare interventi mirati nei parchi e in natura dove l’uso dell’elicottero è impensabile e non ecologico, sorvolare distese di pannelli fotovoltaici per controllarne l’integrità, fare foto spettacolari da mettere sui social. C’è chi giustamente li vede come dei mezzi pericolosi per aerei ed elicotteri se non pilotati da veri esperti, chi li considera degli spioni inopportuni, dei disturbatori della quiete. C’è chi invece ne ha capito le grandi potenzialità, sostenendo chi ne ha fatto un uso consapevole e rispettoso. Ad esempio per scopi scientifici, raccogliendo quantità incredibili di dati o per il controllo del territorio come accaduto dopo la tempesta Vaia. I Vigili del Fuoco Permanenti della Provincia Autonoma di Trento hanno usato i droni professionali pilotati da piloti certificati per sorvolare le zone colpite, così da capire l’entità dei danni, individuare le vie di accesso agibili, valutare il comportamento dei corsi d’acqua. Inoltre i droni sono impiegati con successo nel salvataggio di persone disperse. Il dibattito sul loro uso è comunque molto vivace.

Droni in campo per rilasciare insetti sterili contro la mosca della frutta, una tecnica applicabile anche in Trentino, FEM
Negli ultimi anni la FEM sta lavorando per testare l’introduzione della tecnologia dei droni nella formazione e sperimentazione in agricoltura

Se da un lato si esalta e apprezza l’utilità che deriva dalla economicità del mezzo, dalla precisione e dalla poliedrica capacità di adattarlo a scopi diversi, dall’altro è spesso oggetto di forti critiche. Questo a causa di un uso improprio e della attuale semplificazione normativa a seguito dell’entrata in vigore nel 2020 del sopracitato nuovo Regolamento UAS-IT (Unmanned Aircraft System). Secondo questa “deregulation” la normativa ora è più permissiva per cui chiunque può pilotarlo dopo un breve corso on line ed un test in Internet. Quindi meno preparazione e percezione del pericolo, meno consapevolezza e responsabilità uguale maggiore rischio di incidenti anche gravi. Tragedia sfiorata la notte di capodanno 2021 tra un elisoccorso ed un drone nello spazio tra Gardolo e Lavis quando l’elicottero con i piloti dei Vigili del Fuoco in volo, a seguito di un incidente stradale, si è improvvisamente trovato davanti un drone che non doveva stare lì. Collisione evitata per la prontezza dei piloti, ma non è la prima volta che aerei ed elicotteri incorrono in questi rischi per la violazione di regole precise sugli spazi di volo e l’incoscienza da parte degli utilizzatori di droni. Stesso problema anche in Alto Adige dove le vite dei piloti di elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites sono a rischio droni magari per scattare una foto panoramica. Nonostante il peso dei droni sia limitato, nell’impatto possono provocare danni importanti alla carlinga di un aereo o far precipitare un elicottero se finisce nel motore di coda. Altro aspetto negativo è anche il disturbare gli animali selvatici allontanandoli dal loro habitat con conseguenze serie sulla loro vita. Inoltre capita spesso di violare la privacy delle persone. Sia casualmente nel contesto delle riprese, sia volontariamente per spiarle. Insomma, tanto un giocattolo non è se si è preoccupato anche il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite che ne ha discusso a lungo per evitarne un uso spregiudicato, soprattutto in guerra, da parte dei regimi totalitari. 

Ente Nazionale per l’Aviazione Civile
L’ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, agisce come autorità unica di regolazione tecnica, certificazione, vigilanza e controllo nel settore dell’aviazione civile in Italia nel rispetto dei poteri derivanti dal Codice della Navigazione. Anche i droni sono sottoposti alla regolamentazione Enac e ad essa i piloti devono fare riferimento e si possono rivolgere per informazioni e spiegazioni. Sul sito inoltre c’è una apposita sezione FAQ Droni.
Web: enac.gov.it
Versamento di insetti sterili destinati al lancio. Foto Fem

Anche in Trentino il drone, viene usato per scopi bellici. Però è contro gli insetti nocivi. Agile e manovrabile in spazi ridotti è il mezzo ideale per contrastare ad esempio la mosca mediterranea della frutta. Sembra fantascienza ma non lo è. È un modo intelligente e utile di usare la tecnologia e in Trentino Alto Adige sono tanti i campi e gli esempi che si possono citare. La Fondazione Edmund Mach ha iniziato nel 2020 il rilascio di maschi sterili del dannoso insetto con l’uso del drone per sperimentare questa tecnica di riduzione della diffusione della mosca che causa ingenti danni all’agricoltura. Infatti il centro di Trasferimento Tecnologico FEM, con la collaborazione di ND Movie che ha realizzato il prototipo sperimentale di drone per il rilascio, ha utilizzato questo metodo che consente la copertura di grandi aree in poco tempo. Evitando così l’uso di insetticidi. La FEM, all’avanguardia nella ricerca e sperimentazione, ha dedicato in effetti molta attenzione all’uso dei droni fin da quando questi hanno fatto la loro comparsa. Anche con giornate di studio ed approfondimento dedicate ai giovani studenti per quella che sarà l’agricoltura del futuro nell’ottica della precisione e della innovazione.

Innovazione al servizio della viabilità quando ci sono interruzioni dovute a frane o distacchi rocciosi. Anche in questo caso sono i droni a sorvolare le zone coinvolte come lo scorso anno nel tratto della statale tra S. Lorenzo in Banale e Molveno quando gli UVS del Corpo Permanente di Vigili del fuoco hanno permesso di accertare l’entità dei massi caduti senza far rischiare le persone, permettendo di definire gli interventi da fare. 

Droni in volo nel campus FEM per una agricoltura di precisione e innovativa

Azione preventiva in agricoltura a difesa della natura dove in tutta la regione si è diffuso l’utilizzo del drone con termocamera (che rileva l’energia termica) prima dello sfalcio dei prati per individuare i cuccioli di capriolo. Quindi non solo l’occhio del drone ma anche un sistema sofisticato che rileva il calore dei caprioletti partoriti nell’erba dei prati e difficili da individuare, ha permesso di salvarne a decine ogni anno prima del passaggio dei macchinari agricoli. Lo aveva intuito un giovane cacciatore altoatesino Claus Langebner che ha dato inizio a questa mission natura. Lieto fine nel luglio 2018 per il salvataggio di una persona dispersa in Val di Tovel. Un’operazione di soccorso che ha coinvolto Vigili del Fuoco permanenti e volontari, cani da ricerca e Soccorso Alpino. Il drone, anche in questa situazione con termocamera, grazie alla apparecchiatura che permette di “vedere” di notte il calore emanato dal corpo umano ha localizzato il disperso, raggiunto e portato in salvo dai soccorritori. Un lavoro di squadra fatto dalla Protezione Civile con professionalità e con un “occhio tecnologico” molto speciale.

I droni in agricoltura vengono utilizzati per rendere il lavoro più semplice e sicuro. Foto Fem

Davide Bucci, pilota

Davide Bucci vive a Bolzano, è stato per 30 anni giornalista professionista, ora per Italfly Aviation a Trento è istruttore teorico per le licenze di pilota privato di elicottero e aeroplano, pilota di droni e già istruttore esaminatore APR.

Quali sono i pericoli derivanti da un uso inappropriato o da inesperti?

Il problema è che con il drone le persone che si approcciano a questo mondo e che non sono addetti ai lavori fanno molta più fatica a capire la pericolosità che rappresenta un mezzo o fuori controllo o che si trova in uno spazio aereo dove non si deve trovare. Quindi il pericolo di un utilizzo sconsiderato di questi mezzi è alto perché per quanto possano essere sicuri nonostante se ne perdi il controllo possono tornare comunque a casa, questo non vuol dire che non vengano commesse delle violazioni.

Che consigli puoi dare a chi vuole diventare un affidabile pilota di droni?

Innanzitutto di informarsi molto bene e in modo consapevole, ricordando che le autostrade multimediali sono importanti per trasportare informazioni sul mondo dei droni ma che vanno valutate con attenzione. Sul web ci possono scrivere tutti ma non è detto che sia tutto giusto. Bisogna saper filtrare le informazioni ed attenersi a quelle rigorosamente ufficiali come i siti di Enac e D-FLIGT.IT In sintesi, seguire le regole, registrare il drone e assicurarlo.

Pilotare un drone pensi possa ancora essere uno sbocco professionale?

Possibilità professionali ce ne sono ancora ma ora è più inflazionato. Fino a pochi anni fa il percorso per diventare pilota di drone era impegnativo, sia per lo studio teorico pratico sia per il costo del mezzo. Ora i costi sono molto più contenuti e questo ha aperto a un mercato più ampio dove c’è però molta più concorrenza. Le nuove generazioni di piloti inoltre si devono confrontare con quelle che hanno una preparazione più qualificata e più esperienza di volo.

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Pubblicato da Camilla Jerta Rampoldi

Giornalista pubblicista e fotografa, laurea in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano. Collaborazioni sia con diverse testate giornalistiche, soprattutto per cronaca e attualità, sia con uffici stampa e società di produzione televisiva. Specializzazione in tematiche ambientali.