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Coniugando, come sempre, la vita al futuro

La prima cosa che ha scelto di fare, dopo settimane di confinamento in casa, è stata andare dal parrucchiere a farsi sistemare i capelli. Ritornare all’immagine ordinata di sempre, alle chiacchiere nel salone, seppure da dietro una mascherina. È tornata alla sua coccola, al suo momento di solitudine chiassosa e alle risate di garbata civetteria tra donne. Si è messa il vestito buono che da troppo stava nell’armadio a prendere polvere, un filo di rossetto e il mascara, i piccoli orecchini di perle. È uscita, ben curata, facendo attenzione ad evitare esagerazioni, con il piglio di chi pensa di meritarsi un po’ di attenzione: una crema, un trattamento, una messa in piega e perché no, una piccola voglia di cambiamento nella routine quotidiana.

Arianna ha 75 anni e le amiche le invidiano i cinquant’anni di amore coniugale con Enzo, quell’uomo taciturno ed educato che è la sua ombra da quando è andato in pensione. Sì, perché i due si muovono sempre insieme, lui l’accompagna in auto ovunque ci sia bisogno di andare: a messa, al patronato, dal dottore, in banca, al supermercato, in posta. E lei resta al suo fianco facendo altrettanto quando è lui a dover andare da qualche parte. I loro nipoti non hanno pressoché ricordi dei nonni divisi, li hanno sempre visti muoversi come un solo individuo, inseparabili in ogni occasione.

E quando Arianna ha bisogno di rimanere sola, lui l’aspetta in auto pazientemente. Spegne il motore, si arma di occhiali e giornale. Legge qualche articolo, sfogliando i minuti senza fretta o preoccupazioni, perché lei torna, torna sempre. Anche se, adesso immagina, si starà lamentando di lui con le amiche o la parrucchiera. Una vecchia storia di sopportazioni reciproche che vedono protagonisti i piccoli gesti quotidiani e, oramai, lo fanno sorridere. Alzando gli occhi al cielo con una mano sul petto, starà protestando per il solito tubetto di dentifricio schiacciato nel mezzo e non arrotolato o per i calzini e le camicie sparpagliati per la casa. Per non parlare dei residui del caffè in cucina dopo che le ha preparato la moka, come ogni mattina da oltre cinquant’anni. Starà sbuffando mentre racconta della giusta dose di gelosia che suo marito le dimostra ogni volta che qualcuno cortesemente le fa un complimento. E, molte di quelle donne, farebbero carte false per avere accanto mariti pronti a rispondere con la sua solita galante battuta: “Sono fortunato ad essere innamorato della stessa ragazza da cinquant’anni anni, ma ancora di più ad essere ricambiato, anche se, unico neo, ci siamo già sposati purtroppo!” 

Sorride Enzo, lanciando uno sguardo al salone, immaginandosela interrompere l’altro prima che abbia finito di parlare, un difetto che solo lui crede di essere in grado di sopportare. Oppure starà sfogliando qualche rivista frivola, aggrottando le sopracciglia contrariata dal fatto di non poter cedere al vizio di attorcigliarsi i capelli tra le dita. Uno di quei gesti che lo ipnotizzava ai tempi in cui l’aveva appena conosciuta e la sua chioma era ancora del colore del miele, con quei ciuffetti ribelli ed ondulati che faceva scorrere tra le dita. 

Quando si avvicina all’auto, spalle minute e schiena dritta nonostante il bastone, è pronto a dirle, facendo attenzione a non rivelarle che a lui piace di più appena sveglia ed un po’ arruffata, perché renderebbe inutile tutto quel rituale che ad Arianna da gioia, che i capelli le stanno davvero bene.

Ed è in questi momenti, mentre lei gli sorride imbarazzata con la testa di sbieco, che trovano ancora spazio coccole e tenerezze: tenersi per mano e baciarsi. È in questi momenti che quella ingenua e fallace convinzione per cui il mondo fosse migliore quando erano giovani, si sgretola di fronte all’ostinata voglia di continuare a coniugare i verbi al futuro, insieme. 

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Pubblicato da Denise Fasanelli

Mamma insonne e sognatrice ad occhi aperti. Amo la carta, la fotografia e gli animali. Ho sempre bisogno di caffè. Non ho bisogno di un parrucchiere, d’altronde una cosa bella non è mai perfetta. Ho lavorato nel campo editoriale, della comunicazione e mi sono occupata di marketing per alcune aziende. Ho pubblicato un libro insieme all’ex ispettore Pippo Giordano: “La mia voce contro la mafia”(Coppola ed. 2013). Per lo stesso editore, ho partecipato, in memoria dei giudici Falcone e Borsellino, al libro “Vent’anni” (2012) con un racconto a due mani insieme all’ex giudice Carlo Palermo.

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