E tu, di che regalo sei?!

Quante volte abbiamo sbuffato prima di una ricorrenza, gravati dal peso del “dover” a tutti i costi fare un regalo. Eppure c’è chi sostiene l’importanza del regalo, che mette in campo azioni positive. Facendo un regalo emergono inoltre aspetti della personalità sia di chi lo fa, sia di chi lo riceve.

Il parere dello psicologo.
Il Prof. Roberto Pani, docente di Psicologia Clinica all’Università di Bologna, sostiene che l’atto stesso del regalare dovrebbe presupporre l’intento di dare senza ricevere nulla in cambio. Ma non si tratta di un gesto fine a se stesso; la faccenda è più complessa, perché attraverso il regalo si ottiene qualcosa in cambio: dal punto di vista psicologico i passaggi sono tanti, anche se ad un primo sguardo possono sfuggire. Chi fa un regalo infatti riceve attenzione da parte dell’altro e poi gratitudine: questi due sentimenti rimandano ad un’immagine di altruismo che fa molto bene al donatore. Solo in un secondo momento subentra il passaggio vero e proprio dello scambio dei doni materiali. Ciò che è essenziale per la mente, è che regalare ‘fa ottenere e tornare indietro’ qualcosa in termini di positività e calore.

Regalo, quindi ti conosco.
Regalare può essere interpretato come un momento di conoscenza profonda dell’altro ed anche un’occasione per osservare le reazioni più autentiche dell’anima, che vanno al di là del gesto di cortese ringraziamento. Con l’atto del regalo, si può riuscire persino ad interpretare quelle parti interiori che il destinatario del regalo spesso ignora di sé. In sostanza rispecchia la percezione che gli altri hanno di noi. Il senso più profondo di un regalo si riferisce all’emozione di sentirsi più uniti. Regalare è un’azione che idealmente comunica stima e affetto; se faccio un regalo, questo può sostituire le parole. Inteso come mezzo di comunicazione, il regalo quindi avvicina le persone. E se realmente pensato per colui che lo riceverà, il regalo andrà ad interpretare i gusti e i desideri di quella persona, fin dal momento della scelta.

Nell’universo consumistico, il regalo può effettivamente essere interpretato come  una mercanzia; lo scambio dei regali può essere freddamente calcolato per scopi materiali o, peggio ancora, programmato per vedere esaudite richieste specifiche in futuro. In questo caso si tratta di un vero e proprio baratto, che va a svilire l’essenza del regalo.

Dono o regalo?
Si chiama regalo, ma non chiamiamolo dono: ti do questo oggetto, consapevole del fatto che tu mi darai un’altra cosa. Da questo punto di vista, il regalo potrebbe ricondurre ad una forma primitiva, che parla sostanzialmente di merce di scambio. 

Per evitare confusioni sul regalo o posizioni troppo nette che non giovano al benessere dato dal regalo stesso, è utile rendersi conto che sia il dono che il regalo (inteso come “contratto”) sono entrambi elementi ed espressioni umane che permettono di entrare in relazione con gli altri. Certo, il dono assume una connotazione più autentica, con un suo valore aggiunto. 

Ma che legame c’è tra l’oggetto regalo e colui che lo fa? Generalmente ogni regalo che si fa viene scelto sempre in base alla nostra personalità. Quindi, quando si riceve un regalo, bisogna fare attenzione a cosa si riceve, perché potrebbe farci capire molto sia della persona che ha fatto quel regalo, sia della personalità più nascosta di chi lo riceve. Quindi sì, è possibile conoscere le caratteristiche di una persona attraverso il modo in cui fa i regali.

Dimmi che regalo fai e ti dirò chi sei.
Ciò che si regala e il modo stesso in cui lo si propone e si  presenta è strettamente collegato alla personalità. Nonostante questo, bisogna anche prendere in considerazione la persona a cui è destinato il regalo; fare un dono per obbligo è ben diverso dal farlo perché ci va davvero e/o per qualcuno che apprezziamo. Collegato a questo concetto, subentrano molte altre dinamiche del regalo a cui fare attenzione: acquisto i regali con largo anticipo o li lascio per l’ultimo minuto? Faccio attenzione anche a come li incarto o mi sembra un particolare di poca importanza? Cerco di fare regali importanti (magari uno unico, piuttosto che tanti) o preferisco cose più semplici? Insomma, in base al tipo di regalo che si fa e si riceve, si nasconde la nostra personalità. Ed esiste sicuramente una predisposizione personale al regalo, ma che non deve essere confusa con l’altruismo. Gli altruisti mettono se stessi, con un costo personale, a favore degli altri, mentre i dispensatori di regali comprano e offrono, senza che ci sia necessariamente un sacrificio.

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Pubblicato da Tiziana Tomasini

Nata a Trento ma con radici che sanno di Carso e di mare. Una laurea in materie letterarie e la professione di insegnante alla scuola secondaria di primo grado. Oltre ai grandi della letteratura, cerca di trasmettere agli studenti il piacere della lettura. Giornalista pubblicista con la passione della scrittura, adora fare interviste, parlare delle sue esperienze e raccontare tutto quello che c’è intorno. Tre figli più che adolescenti le rendono la vita a volte impossibile, a volte estremamente divertente, senza mezze misure. Dipendente dalla sensazione euforica rilasciata dalle endorfine, ha la mania dello sport, con marcata predilezione per nuoto, corsa e palestra. Vorrebbe fare di più, ma le manca il tempo.