Preveniamo o risolviamo la paura della macchina

Il modo migliore per farlo viaggiare con serenità consiste nel portarcelo frequentemente. In questo modo, salire nella vettura, mettersi comodo e attendere l’arrivo nel posto prestabilito, diventerà normale amministrazione. Tuttavia, perché ciò accada, dovranno essere osservate alcune regole di base. Innanzitutto, il nostro amico dovrà stare nella parte posteriore del mezzo, meglio se nella zona del bagagliaio. Qui potrà essere collocato un trasportino, preventivamente conosciuto e accettato secondo specifici protocolli. Così facendo, ogni cane avrà la propria zona di “comfort”, sufficientemente ampia da potersi muovere ma non abbastanza da presentare il rischio di sbandamento in caso di frenate improvvise. In mancanza, sarà sufficiente apporre una griglia metallica di separazione dalla zona dei passeggeri, mentre è sconsigliabile il trasferimento sui sedili posteriori, anche in presenza di cintura di sicurezza. I primi “viaggi” debbono essere compiuti per tragitti brevi, su strade rettilinee e, se possibile, in coincidenza con l’arrivo presso un luogo di divertimento. Così facendo, il nostro cane assocerà il salire in macchina ad una conseguenza piacevole, evitando resistenze iniziali. Ideale è programmare spostamenti preceduti da un’intensa attività psico – fisica volta a garantire un funzionale stato di rilassamento. Non dovremo, poi, somministrare la pappa poco prima della partenza e ciò allo scopo di scongiurare disagi gastrici nel corso del viaggio.

Nel caso ravvisassimo la comparsa di qualche indizio da “mal di macchina”, come l’iper ventilare, la salivazione cospicua e l’emissione di uggiolii, sarà opportuno fermarci immediatamente, attendendo un ritorno al benessere iniziale prima di ripartire. In ogni caso, l’impiego del trasportino insieme agli accorgimenti descritti ridurranno le probabilità di malessere, escludendo così ogni collegamento tra le difficoltà organiche e la macchina stessa. Inoltre, solo a seguito di una totale tranquillità del nostro passeggero potranno essere scelte vie più impegnative, come i tornanti che conducono ad una zona montana, o il guidare a singhiozzo dentro il traffico cittadino. Infine, se decideremo di programmare un viaggio prolungato, piuttosto tipico nei mesi estivi, dovranno essere previste diverse pause, ove il cane potrà abbeverarsi in zone fresche e ombrate.

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Pubblicato da Stefano Margheri

Mi hanno detto, e penso di ricordarlo, che da piccolo mi perdevo nella fattoria in miniatura, fatta di animali di diverse specie che sostituivano i tipici soldatini dell’epoca. Probabilmente, in qualche parte della memoria, questa passione si è trasformata in qualcosa di reale e a distanza di molti anni mi ritrovo ad ammirare, con lo stupore di un bambino, ogni espressione del comportamento animale. In particolare, i cani sono diventati la mia vita, oggi persino una professione, prima affiancata alla laurea in giurisprudenza e poi fatta prevalere su quest’ultima. Le qualifiche e i titoli acquisiti nei decenni mi hanno insegnato l’importanza di non smettere di imparare, coniugando la pratica dell’addestramento con il piacere curioso della conoscenza teorica. Scrivendo e descrivendo i cani, cerco di trasmettere quello che giornalmente loro stessi mi insegnano.

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