Una vita che profuma. Di ottimo, costoso letame

Chiamiamolo fertilizzante, chiamiamolo concime, ma sempre di sostanza organica si tratta. Che si paga come oro e petrolio. Arriva il momento in cui ci si ricorda di avere un balcone sul quale esporre piante e fiori. È qualcosa che scatta quasi inconsapevolmente, ai primi caldi e con l’esigenza di stare all’aperto. Certo la foresta amazzonica ha altre dimensioni, ma qualcosa di quell’intricato labirinto arboreo la ricorda. Armata di cesoie e guanti da giardinaggio, parto all’esplorazione. Qualcosa sta fiorendo, mentre qualcos’altro ha concluso il suo percorso vitale. Ma cosa ne è stato di quei rustici alberelli sempreverdi che svettavano fieri sul versante est? Andati. Le chiome verdi hanno lasciato il posto ad un bel rosso fulvo, che fa molto di deserto. E quell’oleandro? Pochi rami striminziti, adorni di qualche timida foglia accartocciata su se stessa. Decido di intervenire in maniera decisa, quasi brutale, su quell’angolo d’aria di casa. In qualche zac il verde rinsecchito viene eliminato.

Ora si tratta di pensare a ripopolare lo spazio in questione: una bella edera rampicante, qualche fiorellino a cascata, un po’ di verde decorativo per arricchire il balcone. Il vivaista di fiducia mi regala anche delle piante decorative e mi fornisce utili consigli per fare in modo che il tutto resista a lungo, facendo fronte alle condizioni atmosferiche e a qualche momento di incuria del gestore. Perfetto. Manca solo un ultimo quanto fondamentale dettaglio: la linfa vitale, il magico intruglio liquido o solido capace di rigenerare ogni elemento verde. Mi vengono fatte due proposte. O il fertilizzante liquido o quello solido… il concime, per intenderci. Lancio un’occhiata furtiva ai prezzi, tanto per regolarmi sulla spesa totale. Cosa?! Ma è carissimo! Temporeggio e sbircio la composizione dei composti: azoto, potassio, sali minerali, vitamine…e poi guano. Ma come?! Quello dei piccioni? Passo il tempo libero a ripulire il balcone dal guano e devo andare ad acquistarlo a peso d’oro! E il sacco di concime solido? Cifre alte anche qui, che superano di gran lunga quelle della materia prima, cioè i fiori e le piante. Dico alla titolare del vivaio che forse si può fare senza, che le piante crescono lo stesso… Mi guarda con aria compassionevole, come a dire “Lascia stare”. E allora lascio stare, carico in macchina piante e concime. Ma che vita è? Una vita che necessita di essere concimata. A peso d’oro.

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Pubblicato da Tiziana Tomasini

Nata a Trento ma con radici che sanno di Carso e di mare. Una laurea in materie letterarie e la professione di insegnante alla scuola secondaria di primo grado. Oltre ai grandi della letteratura, cerca di trasmettere agli studenti il piacere della lettura. Giornalista pubblicista con la passione della scrittura, adora fare interviste, parlare delle sue esperienze e raccontare tutto quello che c’è intorno. Tre figli più che adolescenti le rendono la vita a volte impossibile, a volte estremamente divertente, senza mezze misure. Dipendente dalla sensazione euforica rilasciata dalle endorfine, ha la mania dello sport, con marcata predilezione per nuoto, corsa e palestra. Vorrebbe fare di più, ma le manca il tempo.

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