“Un modo contemporaneo di guardare all’informazione”

Il Direttore, Paolo Mantovan, con il primo numero del quotidiano. In secondo piano, Alberto Faustini

In edicola dal 18 ottobre, “Il nuovo Trentino” raccoglie l’eredità della storica testata locale chiusa nel gennaio del 2021, e intende rappresentare un progetto del tutto nuovo nel panorama locale. A raccontarcene caratteristiche, obiettivi e priorità, il direttore, Paolo Mantovan

Ecco “Il nuovo Trentino”: Direttore, come lo presenterebbe?

Per me è una nuova creatura che va curata con tanta attenzione e premura perché si tratta di un progetto nuovo nello scenario locale: uno strumento agile di 12 pagine ma che cerca approfondimento. Abbiamo scelto un modo contemporaneo di guardare all’informazione, che non ricalchi il giornale con tanti fogli. Ci sono invece alcuni temi importanti che vengono indagati, questioni che senza approfondimento sarebbe difficile far emergere. Il nuovo Trentino si inserisce comunque nella tradizione dei giornali locali del nostro territorio, che sono da sempre laici e indipendenti, capaci di dare spazio a tutti con un profilo alto nel rispetto delle minoranze, che rappresenta la misura dell’essere democrazia. Inoltre, la struttura del giornale è inedita per un quotidiano locale: non c’è un’organizzazione delle pagine sulla base dei territori, ma sui temi. Dopo la prima pagina infatti c’è Il caso del giorno, Cultura, Storie di donne, Generazioni. Si chiude con una doppia pagina di brevissime di cronaca per dare uno sguardo completo. 

Quali priorità sono nell’agenda de Il nuovo Trentino? Alcune questioni vi stanno più a cuore?

Certamente è un giornale che tenta di interpretare la nostra terra, una terra di autonomia che deve però guardarsi immersa in un contesto più ampio. Facciamo un giornale che prende posizione ma dando spazio a tutte le opinioni, dove il dibattito sarà sempre aperto, dove nessuno deve sentirsi escluso e dove i punti di vista saranno articolati. 

Voglio una testata che sia attiva sul piano del confronto, che reagisca, non subisca i cambiamenti, che sposti pensiero critico. Vorrei che fossimo capaci di fare sintesi attraverso il confronto che potrà a volte diventare scontro costruttivo, un luogo di allenamento, dove questo territorio possa trovare la forza per crescere e migliorarsi. 

I temi emergono di giorno in giorno. Certamente le questioni ambientali sono al centro dell’interesse, ma anche l’economia, la sanità, i rapporti tra il mondo europeo e quelli vicini. Manterremo sempre anche uno sguardo un po’ oltre, soprattutto in termini temporali: Il nuovo Trentino vorrei parlasse di futuro. 

Chi leggerà Il nuovo Trentino? C’è un identikit del/la “lettore/lettrice tipo”?

Immagino possa essere il giornale delle persone curiose, che hanno voglia di capire cosa succede in Trentino. Credo siano già tante, poi starà a noi realizzare un prodotto capace di incuriosire ulteriormente.

La redazione de “Il Nuovo Trentino” con il Presidente di Sie, Orfeo Donatini

C’è qualche testata che vi ha ispirati nel ripensare il giornale?

Se guardo al panorama nazionale, credo che Domani e Il Foglio possano essere considerati dei modelli, almeno rispetto alla funzione. Non abbiamo preso ispirazione, ma certo ci sono punti in comune, con la chiara differenza che Il nuovo Trentino è un quotidiano locale e questo rappresenta una forte identità. 

Una bella sfida, anche economica…

Questo progetto nasce su un’idea precisa di sostenibilità: abbiamo una redazione piccola con sei giornalisti, me incluso. Di questi, due sono praticanti. Si aggiunge poi un gruppo di collaboratori. La necessità di sostenibilità economica è però contemporaneamente anche parte del senso della formula: Il nuovo Trentino è un giornale leggero ma intenso. 

Da due testate locali, si passa in poco tempo a quattro: come si inserisce Il nuovo Trentino nel panorama editoriale locale?

Rispetto al mercato i dati ultimamente non sono del tutto sconfortanti: si parla di un aumento dei lettori. Certo, soprattutto legato ai formati digitali, ma anche la carta ha ripreso ad essere considerata dal pubblico. Per me si tratta di un progetto molto sfidante e sono certo che sia un’opportunità in più per questa terra. Non credo nella competizione, piuttosto in una sana  concorrenza che garantisce pluralismo. I giornali sono garanti della democrazia. 

La storia del “Trentino” è travagliata. Dopo la chiusura nel gennaio 2021, ora una riapertura: cosa c’è alla base di questa scelta?

In realtà Il nuovo Trentino è un giornale diverso e nuovo, pur raccogliendo l’eredità della vecchia testata. La chiusura del Trentino e ora l’apertura de Il nuovo Trentino sono scelte dell’editore. E a questo proposito ricordo che ogni editore non è un benefattore, ma un imprenditore.

Il Nuovo Trentino ha anche una versione online…

Certo, il sito era sopravvissuto anche alla chiusura del Trentino e ora diventa Il nuovo Trentino. Ci sono notizie in tempo reale, come deve essere un sito di informazione ma sarà arricchito anche da stimoli, spunti, servizi laterali, contenuti multimediali in relazione a quanto esce sulla carta. Il sito è curato dalla redazione web dei quotidiani del gruppo, che collabora con il resto della squadra.

Crede che gli obiettivi che vi ponete con Il nuovo Trentino siano inseriti in una più ampia visione del ruolo che possono ritagliarsi oggi i giornali di carta? 

Non tanto il nuovo ruolo dei giornali di carta, ma proprio del giornalismo. Analizzare, interpretare, approfondire: c’è necessità di fare ordine, di offrire visioni e dare gerarchie al flusso dell’informazione a cui siamo tutti e tutte sottoposti. Se i social media sono la principale fonte su cui le persone si informano, la visione che ottengono è certamente parziale: i social sono una diretta presa di parola di chi ha qualcosa da dire. Politici, istituzioni, artisti, chiunque può produrre informazioni offrendole secondo il suo punto di vista: in sostanza dicendo – e non dicendo – ciò che desiderano. Se manca lo sguardo esterno la visione sarà sempre e solo quella di chi parla, mentre ora più che mai – proprio perché questi strumenti sono alla portata di tutti – c’è bisogno di analisi, di studio, di approfondimento. Di giornalismo, insomma.

La prima pagina del 18 ottobre 2022
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Pubblicato da Susanna Caldonazzi

Laureata in comunicazione e iscritta all'Ordine dei Giornalisti del Trentino Alto Adige dal 2008, inizia la sua esperienza professionale nella redazione di Radio Dolomiti. Collabora con quotidiani, agenzie di stampa, giornali on line, scrive per la televisione e si dedica all'attività di ufficio stampa e comunicazione in ambito culturale. Attualmente è responsabile comunicazione e ufficio stampa di Oriente Occidente, collabora come ufficio stampa con alcune compagnie, oltre a continuare l'attività di giornalista free lance scrivendo per lo più di di cultura e spettacolo. Di cultura si mangia, ma il vero amore è la pasticceria.